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Filottrano, morto l'artigiano che investì Michele Scarponi

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Scarponi

Giuseppe Giacconi, padre di famiglia, aveva scoperto di essere gravemente malato a novembre e già i primi accertamenti avevano evidenziato che il male era a uno stadio avanzatissimo, da non lasciare speranze. Per Giacconi, Scarponi era compaesano e beniamino, e quando lo ha investito con il suo furgone, un Iveco della Fiat, uccidendolo sul colpo, ha continuato a ripetere, disperato: "Non l'ho visto, vi giuro che non l'ho visto.". A nulla erano valse le manifestazioni di solidarietà nei suoi confronti da parte del sindaco e del cardinale di Ancona, Edoardo Menichelli, che il giorno del funerale di "Scarpa" aveva cercato di consolarlo invitando tutti alla preghiera per lui che stava portando un simile peso nel cuore.

In paese dicono che Giuseppe si era chiuso in se stesso. Pochi mesi fa a Giacconi era stato diagnosticato un male incurabile.

Era indagato a piede libero per omicidio stradale (reato che prevede da due a sette anni di carcere) per aver causato, con la sua condotta imprudente al volante, la morte di Michele Scarponi, 37 anni, ciclista professionista da 15, vincitore del giro d'Italia 2011. Purtroppo però le cose non sono andate come avrebbe voluto, in quanto partito per una sessione di allenamento sulle sue strade, si è trovato faccia faccia con il furgone guidato dal falegname del paese, che a seguito di un'incomprensione lo ha falciato lasciandolo esanime. L'artigiano subito si è difeso, spiegando di non averlo proprio visto. Esattamente come il ciclista, anche Giuseppe Giacconi verrà sepolto nel cimitero di Filottrano. Giacconi lascia la moglie Daniela e la figlia Cristina che le sono state sempre vicine.

I funerali si terranno martedì alle 14.30 nella chiesa della Propositura.

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