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Ciclismo, Froome: "Io innocente, non sono come Contador''"

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Chris Froome ha fretta

Chris Froome rompe il silenzio sul caso doping che lo riguarda. Sul mio caso c'è stata moltissima disinformazione: avremmo preferito ci fosse stata più riservatezza mentre adesso chiunque si esprime sul caso. Il britannico, nonostante la positività al salbutamolo accertata in occasione di un controllo alla Vuelta dello scorso settembre, può gareggiare dato che l'UCI non ha ancora sanzionato il corridore del Team Sky. Nel giorno del suo debutto stagionale alla Vuelta a Andalucia-Ruta del Sol, il 32enne fuoriclasse britannico del Team Sky sfida apertamente il presidente dell'Uci David Lappartient, che lo aveva invitato a non correre fino alla risoluzione del caso.

Il valore di salbutamolo riscontrato nelle sue urine era di 2000 ng/ml, il doppio del consentito per quella sostanza. Eppure il comportamento del keniano bianco è del tutto comprensibile ma soprattutto corretto, poiché senza una squalifica o un codice interno alla propria squadra che lo costringa a fermarsi Froome non può e non deve far altro che continuare a svolgere il proprio lavoro, per il quale tra l'altro viene anche stipendiato (profumatamente). "So di non aver fatto nulla di sbagliato ed intendo dimostrarlo durante il processo". I miei colleghi? Sono stati grandi. Infatti, se da una parte è vero che in caso di vittorie (magari anche del Giro d'Italia) prima e squalifica poi, come successe a Contador nel 2012, le classifiche risulterebbero inevitabilmente falsate, dall'altra va anche detto che qualora Froome si fermasse per poi uscire dal caso con la fedina pulita, nessuno potrà mai restituirgli i giorni di gara e la possibilità di raggiungere gli obiettivi prefissati.

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