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Esteri

Antinori condannato a 7 anni e due mesi per rapina di ovuli

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Sanità caso Antinori ginecologo condannato a 7 anni e 2 mesi

Il medico, condannato anche a pagare una multa di 3.500 euro, è stato interdetto dall'esercizio della professione medica per 5 anni e sei mesi.

Gianni Carabetta, coimputato con Antinori per minacce e tentata estorsione ai danni di una coppia che si era rivolta alla clinica Matris, è stato condannato a una pena di 2 anni.

I giudici hanno anche disposto la confisca degli embrioni e confermato il sequestro della clinica Matris fino alla lettura della sentenza definitiva. "Una sentenza oltremodo eccessiva che stravolge la verita' dei fatti. Continueremo la battaglia". "La sentenza appena emessa - ha aggiunto Antinori - mi ha assolto dalla grave accusa di aver rapinato la giovane del suo telefonino e anche questo dimostra incontrovertibilmente la scarsa credibilità della mia accusatrice". L'inchiesta, che aveva portato ai domiciliari il ginecologo romano, era partita due anni fa dopo la denuncia della giovane, che raccontò di essere stata immobilizzata, sedata e poi costretta a subire l'intervento. Nonostante il suo 'no' Antinori e la segretaria Bruna Balduzzi l'avrebbero "afferrata con la forza" e portata in sala operatoria dove l'anestesista Antonino Marciano' le avrebbe "messo un braccialetto verde al polso" per poi procedere con l'anestesia. La vittima avrebbe cercato in ogni modo di sottrarsi all'intervento, al punto da aver "urlato ad Antinori e alla Balduzzi di lasciarmi ma poi Marcianò mi ha fatto una puntura". Il ginecologo aveva provato a difendersi proclamandosi innocente. "Da quel momento in poi non ricordo più nulla".

Antinori, infine, assieme ad altri, rischia anche un altro processo per l'accusa di associazione per delinquere finalizzata al commercio illegale di ovociti destinati alla fecondazione eterologa, ossia un presunto traffico illecito di ovuli alla clinica Matris, da lui diretta prima che venisse sequestrata. Va ricordato che nel novembre scorso è stata disposta l'imputazione coatta per l'infermiera spagnola, seguita da una denuncia per calunnia presentata dai difensori di Antinori, ma contro la decisione del gip Luigi Gargiulo la procura ha presentato ricorso in Cassazione.

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