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Salute

L'aragosta è un animale sensibile, vietato immergerla viva nell'acqua bollente

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Aragoste svizzera

"La pratica di calare vive le aragoste nell'acqua in ebollizione, comune nella ristorazione, non sia più permessa", si legge nel testo del decreto. Il governo federale ha infatti annunciato questo mercoledì che non sarà più possibile cuocere i crostacei gettandoli vivi nell'acqua bollente. "Il governo svizzero ha imposto, a partire dal prossimo 1° marzo, l'obbligo di stordire le aragoste prima di gettarle vive nel pentolone dell'acqua bollente per lessarle, come vuole invece la tradizione culinaria universalmente accettata", lo riporta ADUC, l'Associazione Difesa Utenti e Consumatori.

E persino Robert Elwood, il biologo irlandese responsabile della ricerca presa molto seriamente in Svizzera, non è sicuro al 100% del fatto che le aragoste provino dolore. Secondo la nuova norma, quindi, le aragoste dovranno essere stordite prima di entrare in pentola e finire sulle tavole dei ristoranti.

Intanto, nella Confederazione sarà vietato anche il trasporto e il mantenimento su giaccio o in acqua ghiacciata dei crostacei, che andrà effettuarlo soltanto "nel loro ambiente naturale".

L'iniziativa, partita dagli ambientalisti, è stata approvata dopo un lungo iter. Questa è la decisione del governo svizzero - riportata anche dai media internazionali e dalla Radiotelevisione svizzera - che entrerà in vigore da marzo 2018 e che fa parte di una più ampia revisione delle leggi locali in materia di protezione animale: al centro dell'attenzione del governo elvetico, infatti, anche i dispositivi antiabbaio utilizzati per i cani, per esempio.

La nuova norma non parla solo delle aragoste, ampliando la tutela a tutti i crostacei marini vivi, come gli astici. Secondo il rapporto, l'attuale sistema è in contrasto con la legge elvetica perché "causerebbe dolore e danni fisici, non sarebbero trasportate correttamente, il contatto con gli animali non è limitato all'essenziale, sono messe a morte crudelmente e le persone che se ne prendono cura non sempre hanno una formazione adeguata".

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