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Esteri

Roberto Maroni rinuncia alla presidenza della Regione Lombardia

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Milano - "Grazie a Roberto Maroni e alla sua squadra, buon lavoro al bravo Attilio Fontana per i prossimi 5 anni": lo ha scritto sui social il segretario della Lega Nord Matteo Salvini rendendo di fatto ufficiale l'investitura dell'ex sindaco di Varese come candidato del centrodestra al Pirellone. E dice che la sua "unica preoccupazione" è che "l'Italia finisca come Spelacchio" nelle mani del M5S con Luigi di Maio premier. "Certo - continua - dispiace - perché se uno lavora bene cinque anni, l'auspicio che possa lavorare bene per altri cinque c'è ma - ha aggiunto - quando ci sono in ballo scelte personali, private penso la politica abbia il dovere di fare un passo indietro". Ad assicurarlo è lo stesso presidente della Lombardia:"Ho sentito di questo accordo segreto che ci sarebbe tra me e Berlusconi".

Come ormai è noto da tempo, il centrodestra non si presenterà al voto con un candidato premier già definito. Ma non a motivi di salute. Questa a detta di Maroni e' "una valutazione personale per cui chiedo il rispetto". Con la politica ho una lunga storia d'amore che nasce tanti anni fa con Umberto Bossi e che dura da un quarto di secolo, fatta di grande passione, di successi e sfide. Difatti, dal referendum che ha avviato la trattativa con il governo Gentiloni per ampliare i poteri della Regione Lombardia e della Regione Veneto, Maroni né è uscito ridimensionato. Nel frattempo è destinato a tornare in Parlamento Roberto Maroni che lascia la regione Lombardia nel timore di incappare nelle maglie della legge Severino che fa decadere un amministratore regionale o comunale già dopo la sentenza di primo grado.

La candidatura di Attilio Fontana potrebbe essere ufficializzata nel pomeriggio.

Un scelta, quella del governatore lombardo, che secondo molti può celare una sola volontà: quella di far fruttare un'esperienza a tutto campo maturata in Regione Lombardia, ma questa volta per accomodarsi sulla prima poltrona della camera o del senato.

"Penso che siano il più grave pericolo per il futuro dell'Italia dal dopoguerra. È una figura che condivido, che conosco e che aiuterò".

"Pensavo che rimanesse ancora lui", aggiunge Galassi, parlando a livello personale. Non nego che l'election day favorisce.

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