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Renzi: "La sfida è tra il PD e l'incompetenza dei 5 Stelle"

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Renzi: «L'incompetenza M5S è il nostro avversario alle prossime elezioni»

Al Lingotto di Torino la seconda giornata di lavori dell'assemblea nazionale degli amministratori locali Pd, "Energia locale per amministrare il futuro". Benedetto Croce diceva che la politica onesta è quella capace e che l'incompetenza è sempre incompetenza anche se ci si pettina bene e si va bene in tv: l'incompetenza è il nostro avversario alle prossime elezioni politiche.

"Mancano 50 giorni alle elezioni e in questi giorni il ruolo degli amministratori è più forte che in passato".

"Per mesi e mesi si è parlato del buon governo dei Cinque stelle" a Torino "ma per prima cosa hanno tagliato sulla cultura". Ma il meglio deve ancora venire, no?

È previsto anche l'intervento di Matteo Renzi, che si è reso disponibile a incontrare i lavoratori Embraco, oggi presenti all'aeroporto di Caselle all'arrivo del premier. "Se con me si fossero dimessi i revisori dei conti, ci avrebbero portato via".

Renzi risponde quindi alle parole di Silvio Berlusconi che ieri ha posto come condizione per le larghe intese l'accettazione da parte del Pd del programma del centrodestra: "Ma per piacere.Berlusconi intanto si metta d'accordo con Salvini e anche con se stesso e con Forza Italia su qual è il programma, visto ad esempio come ha cambiato idea sul Jobs act nell'arco di una giornata".

Quanto a Di Maio, "non ha problemi con i congiuntivi - afferma il segretario Pd - ma li ha con la matematica viste le proposte che fa.".

"Un sogno sembra solo un sogno finché non si comincia a lavorarci sopra, ma poi può diventare qualcosa di più grande". "Noi siamo una squadra". Pero' "non possiamo fare una campagna elettorale sul voto utile". Così entriamo in una logica assolutamente sbagliata.

"Se guardate i giornali gli editorialisti hanno già votato e i titolisti già deciso - ha aggiunto Renzi al Lingotto -". Ma la direzione di marcia dipende dal nostro risultato e dal risultato della nostra coalizione. E' un fatto politico che investe la regione più popolosa e avanzata d'Italia, con proiezioni su un voto dalle implicazioni più ampie e profonde, già altre volte incubatrice di processi politici che hanno modificato gli equilibri nazionali. Una situazione che riguarda molti esponenti di primo piano, tra cui il premier Paolo Gentiloni, i ministri Dario Franceschini, Marco Minniti, Roberta Pinotti e deputati di peso come Roberto Giachetti e il gentiloniano Ermete Realacci.

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