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Salute

Potere al popolo: la sfida della sinistra prima e dopo il…

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All'attivo si contano più di cento assemblee convocate dal basso in tutta Italia e in alcune città europee con forte presenza di migranti italiani. Potere al Popolo è la lista di chi vuole ed aspira ad una sanità pubblica che permetta a tutti di curarsi ed accedere ai servizi, ad una scuola pubblica qualificata ed accessibile a tutti. L'associazionismo che si fa partito e che prova a dare un'alternativa al paese alle prossime elezioni politiche. Una breve introduzione e presentazione del movimento e dei 15 punti sui quali si basa il 'programma' di Potere al Popolo, che si conclude con un capitolo strategico dedicato a mutualismo, solidarietà e potere popolare laddove si afferma "per noi potere al popolo significa restituire alle classi popolari il controllo sulla produzione e sulla distribuzione della ricchezza; significa realizzare la democrazia nel suo senso vero e originario". Il movimento si definisce come l'unica "lista nuova delle prossime elezioni" e spiega di aver indicato un capo politico "solo perché previsto dall'attuale legge elettorale". Nonostante la censura mediatica il progetto si è radicato in tutto il paese attraverso centinaia di assemblee territoriali sperimentando la scrittura condivisa e partecipata di un programma politico chiaro e radicale, che parla di democrazia, giustizia sociale, di riappropriazione di sovranità popolare a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti della società.

"Io non sono un capo politico, sono solo una portavoce".

Anche a Reggio, una parte di questi uomini e donne che combattono e ripudiano un certo modo di fare politica e difendono l'uguaglianza, hanno aderito a Potere al Popolo.

Per quanto riguarda il discorso complessivo legato all'appello lanciato da Potere al popolo, non sono mancate accuse di velleitarismo ai promotori della lista colpevoli, secondo Luciana Castellina, di non aver fatto fronte comune con Liberi e Uguali in vista delle elezioni del 4 marzo. Tanto che l'appuntamento del prossimo 14 gennaio a Napoli può essere considerato il punto di arrivo di un lungo percorso, caratterizzato dalla celebrazione di circa 150 assemblee territoriali: momenti di confronto da cui sono scaturiti spunti programmatici e candidati.

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