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CONSIP: inquisito per favoreggiamento, ministro Lotti saprà suo destino tra sei mesi

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Tutto rimandato a dopo le elezioni del 4 marzo. La Procura di Roma ha infatti chiesto altri sei mesi di tempo per deliberare sulla vicenda al giudice dell'indagine preliminare.

La procura di Roma ha chiesto la proroga delle indagini sul ministro dello Sport Luca Lotti nel caso Consip. E così assieme a Lotti ci sono il comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Tullio Del Sette, il comandante della Legione Toscana Emanuele Saltalamacchia, indagati per la fuga di notizie. Si va dall'imprenditore partenopeo Alfredo Romeo, già a processo per una prima tranche della vicenda, all'ex parlamentare Italo Bocchino, dal manager Carlo Russo all'amministratore delegato di Grandi Stazioni Silvio Gizzi, passando per l'ex ad di Consip Domenico Casalino, il dirigente della Centrale Centrale acquisiti della pubblica amministrazione Francesco Licci, Luigi Ferrara e il presidente Pubbliacqua Filippo Vannoni. Il fascicolo passò subito a Roma per competenza e il 27 dicembre il ministro si presentò a Piazzale Clodio per essere sentito dagli inquirenti. Su questo fronte, i magistrati hanno ancora in piedi una serie di attività istruttorie "volte a ricostruire la catena di comunicazione all'interno della struttura gerarchica dell'Arma, così come i contatti tra le persone che legittimamente erano a conoscenza dell'indagine e gli indagati". Sulla richiesta di proroga il gip deve pronunciarsi nei prossimi giorni. A procedere nei confronti del ministro dello sport furono i pm di Napoli Henry John Woodcock e Celeste Carrano alla luce delle dichiarazioni fatte dall'ex ad di Consip, Luigi Marroni.

Lotti era stato iscritto nel registro degli indagati per l'inchiesta Consip il 21 dicembre 2016, in seguito alle parole di Luigi Marroni, ex Ad di Consip, e di Filippo Vannoni, presidente di Publiacqua Firenze.

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