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Cile, attaccate alcune chiese a Santiago contro il Papa

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Attentati nelle chiese in Cile/ Papa Francesco, minacce prima del suo arrivo: Parolin, “viaggio non semplice”

A tre giorni dal viaggio apostolico di Bergoglio, sono stati compiuti 4 attacchi contro chiese cattoliche nella capitale cilena. Forse è per questo motivo che un gruppo di vandali hanno attaccato a titolo dimostrativo tre chiese a Santiago del Cile, gettando bombe carta che hanno causato modesti danni. Insomma, il livello dello scontro non è da sottovalutare, specie guardando agli opuscoli lanciati dai misteriosi autori degli attacchi: "Libertà per tutti i prigionieri politici nel mondo, Wallmapu (territorio mapuche) libero, autonomia e resistenza. Papa Francesco, le prossime bombe saranno sotto il tuo abito talare".

"Condanniamo con forza gli attacchi contro le parrocchie che hanno avuto luogo nelle scorse ore".

A Recoleta, un altro attacco ha colpito la cappella di Emanuel, dove dopo le ore 3 locali sconosciuti hanno lanciato una bomba che esplodendo ha squarciato una porta e ha rotto alcune finestre, secondo quanto riferito dalla polizia. Infine, nel santuario di Cristo Pobre, situato vicino alla stazione della metropolitana Quinta Normal, la polizia ha neutralizzato un bidone apparentemente pieno di combustibile.

La presidente del Cile, Michelle Bachelet, ha espresso la sua condanna per gli attacchi. Bachelet ha osservato che il governo ha fatto tutto quanto è in suo potere per la pianificazione e organizzazione del viaggio. A questi atti violenti sono stati diffusi dei volantini contro la visita papale.

Il viceministro cileno dell'Interno.

Un gruppo di manifestanti ha occupato la sede della nunziatura apostolica di Santiago del Cile per protestare contro la visita di Papa Francesco.

"Qui il problema non è la fede, ma i milioni che si stanno spendendo per accogliere il Pontefice", ha detto Roxana Miranda, promotrice dell'iniziativa ed ex candidata presidenziale.

Sulla sua pagina Twitter, Miranda ha pubblicato un video nel quale si vede come agenti delle forze di sicurezza cilene sono entrati nella sede della nunziatura, malgrado i manifestanti abbiano cercato di impedire l'accesso. La donna, all'ergastolo dal 1992, ha scritto di aver apprezzato il lavoro del pontefice nella riconciliazione tra il governo colombiano e le Farc.

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