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Calano aborti, sotto 60.000 per le italiane

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Calano aborti, sotto 60.000 per le italiane

La legge italiana che regola l'accesso all'aborto è la Legge 22 maggio 1978, n. 194, approvata dal parlamento dopo vari anni di mobilitazione per la decriminalizzazione e regolamentazione dell'interruzione volontaria di gravidanza da parte del Partito Radicale e del Centro d'informazione sulla sterilizzazione e sull'aborto (CISA), che nel 1976 avevano raccolto oltre 700.000 firme per un referendum per l'abrogazione degli articoli del codice penale riguardanti i reati d'aborto su donna consenziente, di istigazione all'aborto, di atti abortivi su donna ritenuta incinta, di sterilizzazione, di incitamento a pratiche contro la procreazione, di contagio da sifilide o da blenorragia. L'andamento in calo segue la tendenza degli ultimi tre anni, anche se è di entità minore rispetto al 2014 e in particolare al 2015. Dato più che dimezzato rispetto ai 234˙801 del 1982, anno in cui fu riscontrato il valore più alto in Italia. "Se realmente così fosse, la Ministra dovrebbe trarre le ovvie conseguenze, eliminando l'obbligo di prescrizione per le ragazze minorenni, e permettendone la distribuzione gratuita nei consultori e nei poliambulatori", commentano Mirella Parachini, Filomena Gallo e Anna Pompili di Associazione Luca Coscioni e Associazione Medici Italiani Contraccezione e Aborto. Le interruzioni volontarie di gravidanza vengono effettuate nel 60,4% delle strutture nazionali disponibili con una copertura adeguata, tranne che in Campania e nella Provincia di Bolzano dove risulta un numero di punti Ivg inferiore al 30% delle strutture censite.

Resta stabile anche la percentuale della scelta dell'obiezione di coscienza da parte dei medici: dal 70,9 nel 2015 al 71% del 2016. Per le italiane la percentuale delle nubili (57.8%) è in aumento e superiore a quella delle coniugate (35.6%), mentre nelle straniere le percentuali sono molto più simili (46.8% le coniugate, 47.3% le nubili). In Molise si raggiunge il 96,6% tra i ginecologi, in Basilicata l'88,1%, in Puglia l'86,1%, in Abruzzo l'85,2. Il numero degli obiettori non sembra, però, influire sui tempi di attesa: ad incidere è il modo in cui le strutture sanitarie si organizzano nell'applicazione della Legge 194/78. Valore identico a quello del 2015, ma in calo rispetto agli anni precedenti, con livelli più elevati nell'Italia centrale. Tuttavia il dato resta sempre più basso rispetto agli altri Paesi dell'Europa Occidentale. Questo potrebbe essere legato all'aumento per le giovanissime del numero dei partner, che si ridimensiona con l'età, e all'inizio sempre più precoce dei rapporti sessuali. La bassa percentuale tra le giovani italiane sia di gravidanze che di interruzioni volontarie rispetto ai Paesi Nord Europei, viene spiegata con il fatto che restano più a lungo in famiglia e gestiscono quindi anni di attività sessuale, non solo in età adolescenziale, continuando a vivere con i genitori.

Gli aborti sono in diminuzione anche per le donne straniere residenti nel nostro Paese. Sia per le donne italiane che per le straniere, nelle ultime generazioni, sono le ventenni a mostrare un ricorso più elevato all'aborto volontario.

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