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Lega Nord, Roberto Maroni non si ricandiderà in Lombardia

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Cosa vuole fare da grande Maroni?

La conferma in casa Carroccio è arrivata stamattina: come preannunciato nelle scorse ore, Roberto Maroni ha confermato alla riunione di Giunta che non si ricandiderà "per motivi personali" alla presidenza della Lombardia indicando nell'ex sindaco di Varese il candidato a succedergli nelle elezioni del 4 marzo.

L'ex ministro dell'Interno ha deciso di non candidarsi per ottenere un secondo mandato per il Pirellone. Ieri alla fine del vertice del centrodestra che ha certificato l'accordo tra Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia è arrivata anche l'indisponibilità dell'attuale governatore della Lombardia a ricandidarsi in Regione. "Se qualcuno ritiene possa essere utile, sono a disposizione". Se dovesse governare lui l'Italia finirebbe come 'spelacchio'.

"E' una decisione che ho preso sulla base di valutazione personali. - spiega Maroni - Non c'entrano con la salute". Con la politica ho una lunga storia d'amore lunga un quarto di secolo ricca di passione. Le sue posizioni "possono essere discusse e discutibili, ma tutte le decisioni del mio segretario le accetto per principio: la mia decisione nulla ha a che fare con Salvini, discordanze o dissidi". Non ci sono tensioni con Matteo Salvini candidato premier. Girerà il territorio, farà la sua parte per sostenere Attilio Fontana e si mette a disposizione della coalizione in questo senso. Perché la priorità è tenere assieme chi intende sfidare Berlusconi, Salvini e Grillo.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Attilio Fontana è persona di buon senso: di lui, quando era sindaco di Varese, si ricordano numerosi interventi sui media, ma mai con toni accesi.

"Ho sentito che senza me la Lombardia si perderebbe - continua il leghista - Non è così non sono così unico, irripetibile, indispensabile". La scelta verrà annunciata oggi. All'ipotesi che l'election day complichi le alleanze, Rosato risponde: "Penso che l'elettorato abbia la capacità di distinguere i due piani". Salvini già da tempo aveva fatto il nome di Fontana, ma si attendeva la benedizione di Berlusconi e di tutto il centro destra.

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