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Corea del Sud vuole bloccare trading criptovalute, Bitcoin a picco

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Blockchain rotta

Per non parlare delle ispezioni che Seoul ha lanciato presso sei banche, inclusa la Industrial Bank of Koresa, che permettono alle aziende interessate al trading delle criptovalute di aprire conti correnti virtuali. Attenzione però: le regole c'erano anche prima, sono stati gli uomini che non hanno saputo o voluto applicarle generando disastri più dolosi che colposi.

Ma questo significa che ogni variazione nel controllo da parte dei governi può rendere gli investitori nervosi.

Il ministro Park, a questo proposito, ha detto senza mezzi termini: "Siamo preoccupati della piega che sta assumendo il denaro virtuale". Le transazioni in moneta digitale richiedono reti di computers che utilizzano grandi quantitativi di energia elettrica e l'industria di settore, nel suo complesso, mostra un consumo pari a quello di 3,4 milioni di unità abitative statunitensi (fonte Digiconomist Bitcoin Energy Consumption Index); attualmente la Cina sta pensando di limitare la fornitura di energia ai miners che, colti di sorpresa - ma non troppo - iniziano a volgere altrove il loro sguardo in cerca territori meno ostili. Fatto sta che proprio quest'aria tesa sta contribuendo ad affossare il valore della criptomoneta.

Dietro quel tale Satoshi Nakamoto, in realtà è uno pseudonimo, perchè non esiste nessun vero Satoshi che è sempre rimasto anonimo e che probabilmente detiene qualche centinaia di migliaia di Bitcoin.

Il governo della Corea del Sud ha avviato il primo passo ufficiale per mettere al bando lo scambio di criptovalute all'interno del paese: una mossa shock che fa raggiungere il picco all'escalation di notizie e colpi di scena avviata nell'ultimo scorcio dell'anno appena concluso, con il fallimento della piattaforma di scambio bitcoin Youbit a seguito di un pesante attacco hacker e proseguita con la raffica di ispezioni ordinate dal governo centrale su 6 istituti bancari che trattano bitcoin. Si conferma insomma un inizio anno in ribasso per BTC. Le motivazioni sono varie, tra cui la prima è l'interesse del momento su questo tipo di investimenti, catalizzato appunto dagli eventi che riguardano i bitcoin.

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