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Intrattenimento

Con Verdone una sana follia

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"La lezione l'abbiamo imparata, nulla sarà più come prima, e meno male, ma finisca questa caccia alle streghe". Probabilmente felicemente sposati, con una deliziosa famiglia a cui badare, un lavoro che adorate fare che vi lascia anche tanto tempo libero per fare ciò che più vi piace. Inoltre il contrasto fra la sfera maschile e quella femminile funziona a dovere, e trova nella coppia Verdone/Pastorelli un modo nuovo di mostrarsi, essendo i due molto lontani anagraficamente e non destinati a stare insieme ai fini della trama, ma incarnando un tipo di relazione molto più vicino a quello padre/figlia (anzi stanno talmente bene sul grande schermo che speriamo da questo momento nascano nuove collaborazioni). Secondo Verdone, "non sono in crisi solo le sale ma lo è anche la televisione". Un uomo, come una donna, ha bisogno di amare e sentirsi amato, di inseguire le proprie passioni e i propri istinti - troppo spesso repressi - fondamentalmente di sentirsi libero. È una commedia leggera e divertente, nella quale il regista romano torna a rispolverare alcuni suoi cavalli di battaglia, ma con più discrezione di altre volte, con più oculatezza e tutto sommato con successo.

E visto che la realtà supera l'immaginazione, le vite di Guglielmo e Luna avranno dei risvolti totalmente inaspettati.

"Non chiamatemi Maestro", ripete il romano, senza falsa modestia, ma coerentemente con l'approccio che si rivela l'arma in più del film. Carlo Verdone non si tira indietro sul caso 'molestie nel cinema'. Non si sarebbero mai incontrati se i loro figli non avessero deciso di fidanzarsi. Con lui Ilenia Pastorelli nei panni dell'inarrestabile commessa tamarra di periferia, che dimostra di avere un talento naturale per le commedie, Maria Pia Calzone nel ruolo dell'infermiera attenta e dolce, Lucrezia Lante della Rovere come l'ex moglie che ha scoperto la propria omosessualità dopo un quarto di secolo di matrimonio, e poi ancora Paola Minaccioni, Elisa Di Eusanio, Francesca Manzini.

Ma Benedetta follia propone anche delle scene tipicamente verdoniane fin dall'apertura, quando vediamo un ringiovanito Guglielmo abbordare la futura moglie in sella alla sua moto lungo i tornanti di Gaeta, e poco dopo preoccuparsi della salute del cardinale che ha strappato la veste in prova per i troppi chili presi.

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