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Clochard bruciato vivo nel Veronese, indagati 2 minorenni: "Era uno scherzo"

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Verona, clochard arso vivo: indagati due minori.

Doveva essere solo uno scherzo che invece è finito con la morte di un senzatetto. La vettura da tempo era diventata la 'casa' di Ahmed Fdil, un 64enne arrivato dal Marocco nel 1990 per lavorare come operaio specializzato.

In un primo momento si era pensato ad un incidente: Ahamed Fdil era un accanito fumatore ed appariva plausibile che l'uomo si fosse addormentato con una sigaretta accesa provocando l'incendio. Una delle ipotesi, ancora tutta da verificare, è che i ragazzini possano aver lanciato dei petardi nell'auto nella quale dormiva il marocchino e che la fiammata abbia innescato l'incendio. "L'ho detto subito ai carabinieri, non poteva essere stata una sigaretta. Mia moglie quel giorno ha visto i soliti ragazzini girare in zona, e prima di vedere le fiamme ha sentito uno scoppio".

I carabinieri non ci hanno messo molto a risalire ai due amici di 13 e 17 anni, entrambi con genitori stranieri.

Sembra che il 13enne abbia raccontato che, per noia, l'amico avrebbe preso un pezzo di carta e, dopo averle dato fuoco, l'avrebbe lanciata nell'abitacolo dell'auto del clochard, attraverso il finestrino.

Il più piccolo degli indagati, che non è imputabile a causa della sua età, è stato sentito dal magistrato che si occupa dell'inchiesta. E ci sono le vicende di due ragazzi privi di umanità, che non sanno cosa sia il divertimento e lo scherzo. I due sono indagati: ma la "confessione" è al vaglio del tribunale per i minorenni di Venezia e viene presa con molta cautela dagli investigatori. In ogni caso, secondo l'avvocato della famiglia della vittima si è trattato di omicidio volontario.

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