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Elezioni regionali, Gori: "Grasso? Vorrebbe dire sì all'alleanza"

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Il fine è quello di sostenere Nicola Zingaretti e di aprire un dibattito di discussione sul programma anche con Giorgio Gori.

Commenta Bersani con i cronisti: "Non c'è bisogno di appelli".

Anche Pier Luigi Bersani fa un'apertura di credito a Giorgio Gori e con lui è un altro leader di Liberi e Uguali, Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.

Si va verso una intesa Pd-Liberi e Uguali alle Regionali in Lombardia e nel Lazio. Altrimenti i cittadini non ce li portiamo a votare.

"Con Gori in Lombardia è opportuno aprire un confronto sul programma", afferma Rossi che aggiunge: "rispetto a Maroni non basta #faremeglio, come dice lo slogan Gori, ma si deve cambiare idee e politiche". Lo stesso Gori lancia un appello a Pietro Grasso, leader di Leu.

Quello del fronte contro le destre, aggiunge Cento, è "un argomento che se accettato porterebbe dritti alla desistenza nei collegi uninominali e allo stravolgimento delle ragioni per cui nasce Liberi ed Uguali". "Io credo che se l'alleanza e' possibile in Lazio allora lo e' anche in Lombardia, dove da 23 anni governa il centro-destra".

"Leggo appelli di diverse personalità oggi - aggiunge - ma gli appelli alla responsabilità non bastano, qui il punto è il giudizio di merito, il giudizio politico". "Civica Popolare è una forza politica, non è una lista elettorale o un'alleanza istituzionale ma stiamo parlando di una forza politica che si allea strutturalmente in una alleanza politica, in una coalizione, con il PD, quindi ritengo che qualsiasi ipotesi di questo genere sia surreale".

"Io domani parteciperò all'assemblea di Leu in Lombardia per indicare il candidato di Liberi e Uguali alla regione". "Abbiamo concordato di ascoltare le indicazioni del territorio, domani (venerdì 12 gennaio, ndr) ci saranno le assemblee sia in Lombardia che nel Lazio, poi prenderemo una decisione".

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