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Affari

Telefonata sul decreto banche. Renzi,chiedete a De Benedetti

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Banche popolari. De Benedetti disse al suo broker di aver saputo da Renzi del decreto approvato 5 giorni dopo. Ne ricavò una plusvalenza di 600mila euro. Per Loredana De Petris “è una delle cose più gravi mai verificatesi”

È quanto emerge da una telefonata registrata dell'Ingegnere con un broker che si occupa dei suoi investimenti, Gianluca Bolengo, ad della società Intermonte Sim spa. È il Corriere della Sera, con Fiorenza Sarzanini, a sparare la nuova bomba-banche: nel gennaio 2015, 4 giorni prima del decreto del governo sulle Popolari (20 gennaio 2015), l'allora premier Renzi avrebbe rassicurato il patron di Repubblica che il provvedimento sulle banche sarebbe passato. Il contenuto della conversazione, finora rimasta segreta, fa parte di una richiesta di archiviazione della Procura di Roma nei confronti di Bolengo, indagato per ostacolo alla vigilanza, consegnata alla Commissione parlamentare di inchiesta sulle banche.

A febbraio, la Consob apre un'indagine sui movimenti dei titoli delle Popolari. Per espressa richiesta dell'imprenditore, nessun acquisto riguarderà la Popolare di Vicenza, dove un mese dopo entreranno gli ispettori della Bce scoprendo un buco di 1 miliardo. I titoli vengono rastrellati per conto della Romed, la cassaforte finanziaria dell'ingegnere (che all'epoca la presiedeva) che incasserà, con quest'operazione, una plusvalenza di 600mila euro. Sia Renzi che De Benedetti confermano di aver parlato e di essersi visti nei giorni precedenti al varo del decreto banche, ma negano si sia verificato uno scambio di informazioni privilegiate. La Finanza acquisisce le registrazioni delle chiamate che gli intermediari finanziari sono obbligati a conservare per legge.

In relazione al fatto i magistrati avevano chiesto di archiviare l'inchiesta perché ai pubblici ministeri Renzi e Carlo De Benedetti avevano detto di "non essere entrati nel merito del testo poi approvato a Palazzo Chigi".

De Benedetti chiama Bolengo il 16 gennaio 2015.

De Benedetti: Togliendo la Popolare di Vicenza. Si cita per altro tra i casi in questione "anche quello del finanziere Davide Serra", frequentatore della Leopolda, che avrebbe ottenuto dei "guadagni con la sua Algebris".

De Benedetti: Quindi volevo capire una cosa (incomprensibile) salgono le Popolari?

"Se passa un decreto fatto bene le banche salgono", gli fa notare Bolengo. Essendo già usciti rumors sull'imminente riforma, secondo la Procura le due "informazioni privilegiate" necessarie per commettere un insider trading sono quindi la scelta di usare un decreto legge e la data di emanazione. Insomma Renzi in particolare riferisce che lui e l'ingegnere "dedicarono alla riforma delle Banche alcuni cenni generici" ma "non fu riferito a De Benedetti nulla di specifico su tempi e strumento giuridico". Il procuratore Giuseppe Pignatone e il sostituto Stefano Pesci chiesero l'archiviazione ritenendo che "non sia stato commesso insider trading perché nella telefonata "De Benedetti si limita ad affermare di aver appreso di un 'intervento'".E poi "l'intervento sarebbe stato realizzato in tempi brevi, ma non necessariamente brevissimi e comunque non determinanti".

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