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Salute

Sigarette elettroniche, 2018 da calvario

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Stangata sulle sigarette elettroniche ora costano il triplo A pagare i consumatori ma non solo

Ovviamente nessuno ha mai pensato che i produttori di sigarette elettroniche lo facessero per beneficenza e per carità, voler cioè far diminuire il numero di fumatori di sigaretta al tabacco fortemente cancerogene come ormai si sa da decenni. Disincentivarne l'uso con una alternativa "sana" (mai peraltro dimostrata al 100%) lasciando la passione per il fumo senza ammalarsi di tumori.

In pratica, i prezzi dei liquidi pronti da "svapare", con o senza nicotina, sono più che raddoppiati, perché i produttori, dopo un lungo contenzioso e due sentenze della Consulta, hanno cominciato ad applicare l'imposta di consumo a norma di legge: circa 38 centesimi a millilitro, e dunque circa 5 euro Iva compresa, per una boccetta da 10 ml (indipendentemente dal fatto che contenga o meno nicotina), che a un consumatore medio dura due o tre giorni.

La mossa del Governo italiano rischia di mettere in ginocchio il settore caratterizzato in Italia dalla presenza di circa 3500 operatori che, nel generare un fatturato annuo attorno ai 300 milioni di euro, danno lavoro complessivamente a ben 30 mila persone. Gli "svapatori" come vengono soprannominati, lasceranno in massa la siga elettronica per tornare a quella tradizionale?

Una boccetta che fino al 31 dicembre era costata al fumatore 2,5 euro, da qualche giorno costa almeno 7/7,5 euro.

Anno nuovo e nuova stangata record ai danni dei consumatori.

La normativa ha anche vietato la vendita online dei fluidi per impedire l'arrivo di sostanze non controllate, soprattutto dalla Cina, con sanzioni per i contravventori fino a 40 mila euro, ma ha consentito la vendita delle sigarette.

Molti consumatori si stanno affrettando quindi a fare scorta di questi liquidi.

La norma che impone di pagare una tassa sulle sigarette elettroniche è stata introdtta con l'articolo 19 quinquies del DL Fiscale n. 148/2017. Anche il vapore finisce sotto il Monopolio dello Stato e questo porterà ad un maxi aumento dei costi per quello che riguarda le sigarette elettroniche, che da oggi vengono comparate a quelle "classiche".

Il Governo, secondo questa categoria, avrebbe dovuto favorire la vendita delle e-cig come è successo in altri Paesi europei tra cui la Gran Bretagna, dove il Sistema Sanitario Nazionale fornisce direttamente ai cittadini le sigarette elettroniche.

Queste nuove misure, stabilite con un emendamento al decreto fiscale da lei presentato, suonano come l'ennesima conferma di un atteggiamento politico che non possiamo e non vogliamo accettare: da una parte, a parole, ci si proclama in difesa dei cittadini, dall'altra, con i fatti, si favoriscono le lobbies.

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