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Salute

Con abuso ibuprofene a rischio fertilità maschile

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Con abuso ibuprofene a rischio fertilità maschile

Ma recentemente un gruppo di ricerca internazionale guidato dall'Istituto nazionale per la salute e la ricerca Medica (Inserm) francese di Rennes ha portato alla luce lati meno conosciuti di questo farmaco ed ha associato il suo uso con possibili effetti deleteri per la salute riproduttiva maschile.

Ad avvertire del pericolo uno studio franco - danese pubblicato dalla rivista Proceedings of National Academy of Sciences, che ha analizzato se l'assunzione quotidiana della massima dose di ibuprofene indicata nel bugiardino (600 milligrammi per due volte al giorno per sei settimane) possa influire sull'equilibrio ormonale maschile. La scoperta di effetti collaterali nuovi di questo medicinale comporterà senza dubbio il monitoraggio attento delle prescrizioni, facendo attenzione all'utilizzo improprio dei farmaci, che spesso vengono assunti dai pazienti con troppa leggerezza. Secondo lo studio, infatti, dopo diversi giorni di assunzione di ibuprofene si verifica una importante diminuzione della produzione degli ormoni sessuali maschili, che contribuisce ad una condizione di salute chiamata ipogonadismo. E il suo uso è in crescita nella popolazione generale e in particolare in alcune categorie di persone, fra cui gli atleti, dato che combatte dolori muscolari e osteo-articolari.

Proprio per questo motivo, i ricercatori transalpini hanno voluto studiare gli effetti di un uso prolungato di questo farmaco. In aggiunta, gli autori hanno utilizzato un approccio cosiddetto ex vivo, basato sull'analisi di campioni prelevati da soggetti umani, ed un approccio in vitro, mediante l'esame di specifiche colture cellulari, sempre di origine umana.

L'ormone Lh negli uomini è responsabile dello sviluppo dei testicoli, che producono gli spermatozoi e quindi sono fondamentali per la riproduzione. Il cattivo funzionamento dell'apparato riproduttivo può portare ad una condizione di ipogonadismo compensato, causando infertilità, disfunzione erettile, ma anche depressione, malattie cardiovascolari e diabete.

"È noto ormai - ha chiarito Lenzi - che esiste un calo della fertilità maschile e che molti farmaci possono interferire con il potenziale riproduttivo maschile".

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