Esteri

Quale dovrebbe essere la capitale di Israele?

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Trump dichiara Gerusalemme capitale di Israele. Palestinesi in protesta

"Gerusalemme è una città unita".

La maggior parte dei paesi dell'Europa occidentale è allarmata dal riconoscimento degli Stati Uniti di Gerusalemme come capitale di Israele.

Intanto due razzi sono stati lanciati dal nord di Gaza verso Israele. Per non parlare dei Paesi occidentali, che all'unisono hanno condannato la decisione del presidente statunitense, che ieri a Washington ha anche firmato l'ordine per avviare il trasferimento dell'ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme. Potrebbero volerci altri sei mesi, ma la decisione da un punto di vista politico è presa.

È per questo che nessun paese ha la propria ambasciata a Gerusalemme, avendo tutti stabilito la sede diplomatica a Tel Aviv. Perché quello raggiunto negli anni a Gerusalemme è un equilibrio straordinariamente precario, e ogni fatto che avviene dentro le mura della città, o attorno a esse, rischia di comportare un'eresia per l'una o per l'altra parte in causa, e di avere conseguenze che è persino difficile prevedere.

Oggi toccare Gerusalemme significa toccare la pace. Tutti insorgono contro il riconoscimento di un unico Stato in Israele.

Trump va letto come un presidente radicale, che risponde ad un elettorato specifico e si preoccupa sempre meno del "tutto".

Per secoli Gerusalemme fu sotto il controllo ottomano.

Vogliamo un accordo di pace che sia un grande accordo per gli israeliani e i palestinesi. Io sono diverso e migliore di tutti. A niente sono valse le fortissime preoccupazioni espresse dagli alleati arabi ed europei che nelle ultime ore hanno sommerso la Casa Bianca di appelli alla prudenza, inviando al presidente americano un chiaro messaggio: non si può scherzare col fuoco, con la regione mediorientale pronta ad esplodere. La sua valenza simbolica è incalcolabile, per tutti. Si stanno creando le condizioni di una prossima guerra regionale. La decisione ha reso entusiasti anche i 200mila israeliani che vivono negli insediamenti della Gerusalemme est, considerati illegali dal diritto internazionale. Con i palestinesi che rivendicano il settore Est della città come capitale del loro futuro Stato. Ragione per cui, voi sapete com'è, sulle questioni spinose l'europeo molto aperto non molla mai, Israele dovrebbe rinunciare a Gerusalemme e scegliersi come capitale, dunque, vediamo un po', Busto Arsizio? Sulla questione il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha mantenuto il silenzio.

Le organizzazioni palestinesi hanno indetto in queste ore uno sciopero generale e proteste di piazza e si sono riunite a Gaza per organizzare "la giornata della rabbia" annunciata dal leader di Hamas, Ismail Haniyeh, per domani, come ha riferito la tv satellitare panaraba al Jazeera. "Il rapporto con Israele poteva essere un fattore di rafforzamento dell'Arabia Saudita", spiega Tocci, "ma Mohammed bin Salman, principe del regno che ospita la Mecca e Medina, cuore dell'Islam, non può rimanere impassibile davanti a un affronto ai parametri di soluzione del conflitto palestinese decisi a Oslo".

Il ministero degli Esteri della Siria non nasconde invece che ciò che sta avvenendo è "il culmine del crimine che è l'usurpazione della Palestina e lo spodestamento del popolo palestinese".

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