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Liberi e Uguali, Grasso: "Vi presento la nuova sinistra" (SIMBOLO)

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SCENARIO/ Sciopero Cgil & Grasso, comincia l'assedio al Pd renziano

Ecco perché oggi, sabato 2 dicembre, e domani, domenica 3 dicembre, si assisterà a degli inediti storici nella vicenda secolare della sinistra italiana. Alle "prossime e diversificate competizioni elettorali - scrive - ci si potrebbe trovare davanti a due liste o loghi, anche uno di seguito all'altro, dove l'elettore leggerà e deciderà tra "Uguali e Partecipi" e "Liberi e Uguali".

Come il nostro Giacomo Andreoli ha puntualmente raccontato sul nostro magazine, Pietro Grasso ha abbandonato la toga dell'uomo ligio delle istituzioni - in qualità di Presidente del Senato - per vestire quella del leader politico, o meglio del collante di tante forze nane di sinistra, altrimenti destinate all'ignoto. Come potrà un candidato del genere appassionare le periferie, che si sentono sempre più tagliate fuori e che ribollono di rabbia e di fascismo?

Siamo a un livello di scollamento e di rottura incredibile, che magari qualcuno vuol fare passare per "dialettico", come il silenzio di Dario Franceschini e altri dirigenti Pd al tirassegno su Renzi.

5 - 7 -10 - 12 -14: è la cinquina della cabala politica che i sondaggisti invitano a giocare sulla ruota del Presidente del Senato, il nuovo leader della sinistra (unita?) nato in laboratorio dall'inseminazione artificiale di gruppo, chiamiamola pure ammucchiata, D'Alema -Bersani - Speranza - Civati - Fratoianni. Ma un paio di passaggi polemici li ha dedicati a chi non ha apprezzato la sua scelta di campo e a chi cerca di ridimensionare la portata del nuovo progetto politico.

"In questo momento deve prevalere lo spirito di servizio, la generosita' di ritrovare un pezzo di paese che si e' allontanato e si astiene". I due campi avversari sono talmente contigui che non è detto che restino sigillati: molto dipende dalle condizioni che ci saranno.

È di questi giorni la notizia della nascita di una nuova formazione politica, la lista 'Liberi e uguali'. Insomma, una formazione politica di "contenuti seri", secondo il linguaggio dalemiano, rispetto allo spettacolo che gli altri offrono. Un capo che avrà una coda, naturalmente, anche in Irpinia, soprattutto ma non solo nella contabilità dei seggi che saranno assegnati con le prossime elezioni.

Eppure la traiettoria del neonato partito sembra essere proprio quella della Linke: un partito che alle ultime elezioni è arrivato al 9% ma che in più di 10 anni non si è mai seduto al tavolo per la formazione del governo e che non è riuscito a scalzare il primato a sinistra della Spd, pure alquanto ammaccata dopo anni di grande coalizione. Questo basterebbe già alla squadra di Grasso, Bersani e D'Alema. "Bersani, Epifani e Rossi, prima di lasciare il partito, hanno saldato i contributi fino all'ultimo centesimo - spiegano dal Nazareno -". E' stata per Renzi un'operazione studiata a tavolino per consentirgli di realizzare un'alleanza che già era nell'aria e che ora si può concretizzare con la benedizione dei potentati europei. Sull'eventualità di questo rischio, forse, può stare tranquillo.

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