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Istat, nuova ricerca evidenzia il rischio povertà per un italiano su tre

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Esclusione sociale e povertà azioni sempre più condivise

La stima, nefasta, riguarda circa 18 milioni di persone a rischio di povertà o esclusione sociale. Presenti alla firma, avvenuta nella sede dei Servizi Sociali, l'Assessore al Welfare di Comunità Mauro Platè, affiancato dalla dirigente del Settore Politiche Sociali Eugenia Grossi e da Giuseppe Spriveri, referente dello Sportello Reddito di Inclusione, Angela Carli, delegata da Ennia Rozzi, presidente della San Vincenzo Centrale, don Antonio Pezzetti per la Caritas, Giusy Biaggi per il Consorzio Solco e Angela Ravelli per il Centro di Solidarietà Il Ponte. Attraverso quella progettualità, i soggetti attivi sul territorio nella lotta alla povertà alimentare hanno condiviso la necessità di favorire la più ampia conoscenza dei dati relativi alla distribuzione dei pacchi alimentari (punti di distribuzione, profilo dei beneficiari), così da migliorare l'efficacia dell'azione della rete locale. A questa cifra corrisponde infatti la percentuale del 30% cui fa riferimento l'Istat nel report 'Condizioni di vita, reddito e carico fiscale delle famiglie', riferito al 2016.

Da segnalare infine che il protocollo mira all'individuazione di percorsi di partecipazione, a livello territoriale, destinati a promuovere il benessere di persone e nuclei familiari che si trovano in condizioni di povertà, garantendo al contempo interventi condivisi. Il rischio è minore, sebbene in aumento, nel Nord-ovest (21,0% da 18,5%) e nel Nord-est (17,1% da 15,9%). Sulla base di tali informazioni, l'Unione europea calcola gli indicatori ufficiali per la definizione e il monitoraggio degli obiettivi di politica economico-sociale perseguiti dalla Strategia Europa 2020, che si propone di ridurre di 20 milioni gli individui esposti al rischio di povertà o esclusione sociale a livello Ue entro il 2020.

Il reddito medio annuo per famiglia (con l'esclusione degli affitti figurativi) è pari a poco meno di 30mila euro (29.988) cioè 2500 euro mensili. Circa il 50% delle famiglie residenti in Italia gode di un reddito netto che non supera i 24.522 euro l'anno (circa 2.016 euro al mese: +1,4% rispetto al 2014). Nel Centro un quarto della popolazione permane in tale condizione. Comunque, la crescita del reddito è molto più significativa per il quinto più ricco della popolazione italiana.

In particolare, spiega, nel 2015, "la crescita del reddito è più intensa per il quinto più ricco della popolazione, trainata dal sensibile incremento della fascia alta dei redditi da lavoro autonomo, in ripresa ciclica dopo diversi anni di flessione pronunciata". Quindi, escludendo gli affitti figurativi, si valuta che il rapporto tra il reddito equivalente totale del 20% più ricco e quello del 20% più povero sia aumentato da 5,8 a 6,3.

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