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OCSE: in Italia verso la pensione a 71 anni

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Eco - Italia e pensioni, per l' Ocse è effettiva a 63 anni

In media nell'area il divario tra età legale ed effettiva di uscita per pensionamento è di 0,8 anni per gli uomini e di 0,2 anni per le donne. "Tre Paesi hanno future età di pensionamento che superano i 68 anni: Danimarca, Italia e Olanda", si legge. Si esce quindi abbondantemente prima dei 63 anni.

"I Paesi dell'Ocse non devono attendere la prossima crisi per attuare le riforme necessarie per rispondere all'aumento della longevità, tra rischi crescenti di ineguaglianza tra anziani e l'evoluzione delle forme di lavoro": è quanto si legge nel Panorama Pensioni Ocse 2017.

"Nel corso degli ultimi due anni - si legge nel documento diffuso dall' Ocse - l'età legale della pensione è stata modificata in 6 Paesi".

L'Italia è paradossalmente uno dei Paesi a spendere di più sulle pensioni: ben il 16,3% del Pil, sulla base dei dati 2013, peggio ha fatto solo la Grecia con il 17,4%. Il rapporto Ocse rileva che i benefici pensionistici previsti per gli attuali ventenni saranno elevati solo per chi riuscirà' ad avere una carriera lavorativa senza particolari interruzioni, "il che non sara' molto comune in futuro", considerando il basso livello di occupazione dei giovani tra 20 e 24 anni (30%) e tra i 55 e i 64 anni (50%), inferiori alle medie Ocse (57% e 59%). Per l' Ocse, ciò "significa che gli individui passeranno nell'insieme più tempo in pensione rispetto alla durata di vita attiva". "In più, in Italia, rileva ancora l'OCSE, coloro che entrano oggi nel mercato del lavoro avranno la possibilità di optare per una flessibilità in uscita unicamente dopo i 67 anni". Infatti, se da un lato, la riforma di fine 2011 ha consentito di mettere in sicurezza i conti pubblici, dall'altro si è creato un sistema che nuoce alla formazione di nuovi posti di lavoro.

"Questo aumento di 1,5 anni - continua l'Ocse - rappresenta un po' meno di un terzo dei progressi in aspettativa di vita attesi all'età di 65 anni", vale a dire "meno della metà del necessario per garantire l'equilibrio tra il periodo di attività e la pensione".

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