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Anonymous: dati rubati a ministeri, Palazzo Chigi e Ue

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Anonymous dati rubati a ministeri Palazzo Chigi e Ue

Ci sono poi diverse altre ordinanze di servizio, le frequenze radio chieste e concesse all'Italia per le comunicazioni di sicurezza in occasione della visita del presidente del Consiglio a Bruxelles dal 19 e 20 ottobre scorsi, un documento del "Centro unico stipendiale esercito" con le disposizioni relative agli stipendi dei militari, i numeri di cellulare di personale del ministero dell'Interno in missione all'estero. Possediamo anche fotocopie dei vostri documenti personali, di quelli dei vostri parenti ed amici, contratti di lavoro, contratti d'affitto, buste paga e molto altro. Tra i documenti scaricabili dalla rete diversi sono molto recenti: c'è, ad esempio, un'ordinanza della questura di Roma relativa a diverse manifestazioni datata 10 novembre e uno scambio di mail tra funzionari di palazzo Chigi e della sicurezza contenente i nomi degli appartenenti alle forze di polizia incaricati di fare oggi a Bologna un sopralluogo in vista della visita, domani, del premier Gentiloni.

Stiamo parlando di Anonymous, il gruppo hacker che già in passato ha messo in imbarazzo le istituzioni rilasciando su Internet informazioni riservate sottratte dai sistemi di enti e agenzie governative. Ma difendere da chi? Il fascicolo è coordinato dal sostituto procuratore Eugenio Albamonte, lo stesso magistrato che ha scovato il presunto accesso abusivo ai sistemi informatici istituzionali da parte dell'ingegnere Giulio Occhionero. "Ma difendere chi? Difendere i propri cittadini o un governo che imbarazza le stesse forze di difesa?", scrivono gli hacker. "Nella giornata di abato, nel corso di un'attività di monitoraggio - hanno spiegato dal Dipartimento - la Polizia Postale ha immediatamente rilevato un attacco informatico portato a termine da hacker che si rifanno ad Anonymous".

Gli hacktivist, infatti, si sono limitati a pubblicare sul loro blog quello che definiscono un assaggio del materiale in loro possesso e che sembra provenire da una casella email di un funzionario della Polizia di Stato. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

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