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Marzabotto, segna e fa il saluto romano: sospeso dal club

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Maglia e saluto fascista dopo un gol a Marzabotto paese della strage nazista

"Ci scusiamo per l'accaduto con tutte le persone colpite nel profondo da questo gesto. e chiediamo scusa a tutti a nome nostro e del nostro tesserato".

Quello di mostrare la maglia con un Aquila fascista da parte di un giocatore del 65 Futa - squadra di calcio di seconda categoria dilettanti - sul campo del Marzabotto è "un atto premeditato che Marzabotto non giustifica per nessuna ragione".

"Inoltre - continua l'amministrazione comunale di Marzabotto - chiederà alla Federazione Gioco Calcio di Bologna di prendere immediate misure nei confronti della società 65 Futa che prevedano l'allontanamento del giocatore dai campi di calcio".

La richiesta del sindaco è stata soddisfatta immediatamente dai vertici della società calcistica 65 Futa che ha immediatamente provveduto a squalificare e multare il colpevole, specificando che nessuno all'interno del gruppo era a conoscenza delle intenzioni del tesserato: "In seguito ai gravi fatti accaduti ieri nella partita Marzabotto-Futa65, in cui un nostro tesserato si è reso protagonista di gesti che vanno oltre le regole dello sport, la società Futa 65 comunica che non era a conoscenza della maglia indossata dal ragazzo, e che nel caso un qualsiasi giocatore o dirigente l'avesse vista ovviamente avrebbe impedito categoricamente di indossarla". Secondo il sindaco, si tratta di una questione di rispetto per la memoria di chi ha dato la vita per la libertà e la democrazia. Terrorizzati dall'avanzata delle truppe nazi-fasciste, gli abitanti di Casaglia (frazione di Marzabotto) si rifugiarono in chiesa, ma vennero trovati e trucidati senza pietà. Un episodio del tutto simile si era verificato anche nel 2013, quando il calciatore (professionista) Katidis, all'epoca all'Aek Atene, eseguì il gesto incorrendo in una squalifica a vita da tutte le categorie della nazionale greca. Sono consapevole di aver recato offesa non solo alle associazioni partigiane e antifasciste, ma a tutta la comunità di Marzabotto. La condanna unanime è arrivata anche dall'Anpi e dal ministro dello Sport, Luca Lotti, il quale ha definito "inaccettabile" l'episodio, bollandolo come un gesto "che va condannato con fermezza". Ho lasciato passare un terribile messaggio di cui, ribadisco, sono totalmente pentito e dispiaciuto.

Poi, prosegue, "so che nessuna mia parola potrà cancellare né il mio sconsiderato gesto né il dolore che esso ha causato". Netta la condanna anche per il Presidente della regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, che con un post sulla sua pagina Facebook dice: "Quanto successo sul campo di calcio a Marzabotto è indegno". E Matteo Renzi, durante i lavori della direzione Pd, ha rilevato che "in questi giorni accadono cose che dovrebbero farci riflettere". Dopo il vantaggio dei padroni di casa, gli avversari hanno prima pareggiato e poi completato la rimonta a tempo scaduto.

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