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Esteri

Libia, migranti venduti all'asta come schiavi

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Migranti morti al largo della Libia sotto accusa la Guardia costiera   
                       
                
         Oggi alle 07:44

Lo scenario non è la hall lussuosa di Sotheby's o di Christie's, ma la procedura di vendita è medesima: battere all'asta i "lotti" della casa e cederli solo a chi farà la migliore offerta economica. Il tenente Naser Hazam, dell'agenzia governativa libica contro l'immigrazione illegale a Tripoli, ha dichiarato di non aver mai assistito ad una vendita di schiavi, ma di essere a conoscenza di bande criminali che gestiscono il traffico di esseri umani. Un gruppo di "ragazzoni forti adatti al lavoro nei campi", nelle parole del battitore registrate dalla telecamera. La CNN ha quindi inviato alcuni giornalisti per capire l'entità del fenomeno: i reporter si sono imbattuti ben presto in un'asta, tenutasi a Tripoli, in cui sono stati "battuti" una dozzina di uomini nell'arco di 6-7 minuti.

Non è la prima volta che l'Onu si pronuncia sul modo in cui la Libia tratta le persone che cercano di imbarcarsi verso l'Europa, denunciando soprattutto le situazioni inaccettabili in cui i migranti vengono trattenuti nel Paese nordafricano. Un ragazzo sulla ventina messo all'asta da un banditore che nel video non viene inquadrato. "Qui ne abbiamo uno bello grosso". Nel filmato dell'emittente si vedono due ragazzi che vengono venduti dai trafficanti.

L'UE e l'Italia forniscono assistenza alla Guardia Costiera Libica per intercettare le imbarcazioni di migranti nel Mediterraneo, anche nelle acque internazionali, nonostante le preoccupazioni sollevate da gruppi di attivisti per i diritti umani" secondo cui le autorità libiche "condannano i migranti a detenzione arbitraria e indefinita e li espongono a tortura, stupri, lavori forzati, sfruttamento ed estorsione" in una condizione in cui "i detenuti non hanno la possibilità di contestare la legittimità della loro detenzione e di non avere accesso all'assistenza giudiziaria".

"La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell'umanità" e quella che "era già una situazione disastrosa è ora diventata catastrofica", ha affermato Zeid chiedendo la creazione di misure giuridiche nazionali e la depenalizzazione della migrazione irregolare al fine di garantire la protezione dei diritti umani dei migranti.

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