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Juventus, Marotta: "Per vincere lo zoccolo duro deve esseere italiano"

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Juve, Marotta: “Il Napoli gioca meglio di noi? Ognuno ha il suo DNA”

La Champions è diventata un'ossessione, aver fatto due finali in tre anni senza aver alzato il trofeo deve essere uno sprone a fare meglio.

L'amministratore delegato della Juventus Beppe Marotta è stato premiato come miglior manager sportivo dell'anno per il secondo anno consecutivo. Ci ha abituato a vedere prestazioni straordinarie e quando ne fa alcune ordinarie iniziano le critiche. "Noi riteniamo di essere autorevoli candidati alla vittoria per la rosa che abbiamo costruito, arrivare secondi o terzi sarebbe una sconfitta". Bisogna farlo crescere ed è giusto lasciargli il suo tempo nel processo di evoluzione da talento a campione. Tra gli addii di Bonucci e Dani Alves quale ci ha obbligato a rivedere i piani? Prima il City di Guardiola, poi la scelta del PSG. "C'è stato un momento di contrasto, perché ho fatto valere il rispetto del professionista nei confronti della Juventus". Posso confermare che Allegri non è la causa della sua cessione; piuttosto il giocatore aveva già manifestato qualche insoddisfazione nell'ambito di discussioni tecniche che normalmente avvengono. L'Italia? Parlando dal punto di vista sportivo, la Nazionale fuori dal Mondiale sarebbe un fallimento. Sarà una sfida impegnativa perché la Svezia ha evidenziato qualità agonistiche, quindi noi dobbiamo essere capaci di affrontare la sfida non solo sul piano tecnico, ma anche su quello agonistico: "loro baseranno la partita su questo".

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