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Salute

Roma, separate gemelle siamesi

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Rayenne e Djihene, le gemelle siamesi salvate in Italia

All'Ospedale Bambin Gesù di Roma sono state separate due gemelle siamesi di origine algerina, unite per l'addome ed il torace e con fegato e cuore in comune.

Le bimbe sono state separate lo scorso 7 ottobre ma la notizia si è diffusa solo in queste ore, dopo la conferma della riuscita dell'operazione. Si tratta di uno dei pochissimi casi di separazione di siamesi effettuati in Italia.

Nella storia del Bambino Gesù però è il secondo caso di separazione di gemelli siamesi, dopo quello eseguito all'inizio degli anni '80.

L'intervento è stato guidato dal professor Alessandro Inserra, direttore del dipartimento chirurgico, intervento sulle bimbe Rayenne e Djihene, è durato esattamente 10 ore ed è stato sopportato da un team di oltre 50 persone che si è alternato per tutta la durata dell'intervento stesso. L'intervento di separazione su Rayenne e Djihene, provenienti dall'Algeria. È' il secondo caso nella storia dell'Ospedale. Anche in quel caso si trattava di siamesi cosiddetti toraco-onfalopaghi. La preparazione dovuta per l'intervento è stata molto complessa, in quanto è stato studiato tutto nei minimi dettagli, addirittura sono stati realizzati modelli e stampe tre di delle gemelle. Una speciale procedura ha consentito di dimezzare la durata dell'operazione (in media di 18-20 ore) riducendo il tempo di esposizione delle bambine all'anestesia, gli studi clinici sono stati condotti da medici e specialisti di 7 diverse aree. L'ospedale ha inoltre annunciato che un'altra coppia di gemelli siamesi, già ricoverata nel reparto di Neonatologia, verrà separata nelle prossime settimane. Provengono dal Burundi e sono unite per la zona sacrale (pigopaghe). Il percorso clinico e chirurgico delle piccole pazienti rientra nell'ambito delle missioni umanitarie promosse dall'Ospedale pediatrico della Santa Sede. "Affrontare questo lungo cammino con i colleghi, il personale coinvolto e i genitori delle piccole che non ci hanno fatto mai mancare il loro sostegno, è stata un'esperienza esaltante a livello umano e professionale".

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