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Esteri

Corruzione: richieste denaro 8% famiglie

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Corruzione

Per la prima volta l'Istat ha introdotto una serie di quesiti nell'indagine sulla sicurezza dei cittadini 2015-2016 per studiare il fenomeno della corruzione. Nella maggior parte dei casi di corruzione degli ultimi tre anni c'è stata "una richiesta esplicita" da parte dell'attore interessato (38,4%) o questi lo ha fatto capire (32,2%), mentre è meno frequente la presenza di intermediari (13,3%). La percentuale di famiglie coinvolte raggiunge il massimo nel Lazio (17,9%) e il minimo nella Provincia di Trento (2%), mentre il settore più colpito è quello del lavoro (3,2% delle famiglie), soprattutto nella fase della ricerca di un impiego, della partecipazione a concorsi o dell'avvio di un'attività (2,7%).

La corruzione di solito non riguarda un solo settore ma vari e, scrive l'Istat nel report "La corruzione in Italia: il punto di vista delle famiglie", le famiglie del Sud e delle Isole "si confermano come le più esposte: nei 3 anni precedenti l'intervista sono lo 0,9% di quelle che hanno avuto richieste in più ambiti".

Il 7,9% delle famiglie italiane (un milione e 742 mila) nel corso della vita è stato coinvolto in episodi di corruzione quali richieste di denaro, favori, regali o altro in cambio di servizi o agevolazioni (2,7% negli ultimi 3 anni, 1,2% negli ultimi 12 mesi).

Il 2,7% delle famiglie che hanno fatto domanda di benefici assistenziali (contributi, sussidi, alloggi sociali o popolari, pensioni di invalidità o altri benefici) ha poi ricevuto una richiesta di denaro o scambi di favori, continua l'Istat. In ambito sanitario episodi di corruzione hanno invece coinvolto il 2,4% delle famiglie che avevano bisogno di visite mediche specialistiche o accertamenti diagnostici, ricoveri o interventi.

Le famiglie che si sono rivolte agli uffici pubblici nel 2,1% dei casi hanno avuto richieste di denaro, regali o favori.

Le famiglie che vivono nei centri dell'area metropolitana hanno ricevuto una richiesta di denaro o favori in cambio di servizi in proporzione quasi doppia rispetto a chi vive nei comuni più piccoli fino a 10 mila abitanti (rispettivamente 11,3% e 6%). La stima più bassa di corruzione riguarda le public utilities: sono soltanto 0,5% le famiglie che al momento di richiedere allacci, volture o riparazioni per energia elettrica, gas, acqua o telefono hanno avuto richieste di pagamenti in qualsiasi forma per ottenere o velocizzare i servizi richiesti.

Sul territorio la corruzione in sanità è più frequente in Abruzzo (4,7%) e in Campania (4,1%), e la richiesta di effettuare una visita privata prima del trattamento nella struttura pubblica è alta in Puglia (20,7%), Basilicata (18,5%), Sicilia (16,1%) e Lazio (14,4%). E purtroppo - secondo quanto emerge dai dati dell'istituto di statistica - tra le famiglie che hanno acconsentito a pagare, l'85,2% ritiene che sia stato utile per ottenere quanto desiderato. Il 5,2% degli occupati, infine, ha assistito a scambi di favori o di denaro considerati illeciti o inopportuni nel proprio ambiente di lavoro, conclude l'Istat. Un ulteriore 19% afferma che succede almeno qualche volta.

Sul lavoro i casi di corruzione sono più segnalati nel Lazio (7,4%) e in Puglia (6,3%), seguono Liguria (4,2%), Sardegna (4,2%) e Basilicata (4,1%).

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