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Rosatellum bis conquista le prime due fiducie dalla Camera. Le opposizioni insorgono

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Lehtikuva Lehtikuva  Reuters

Roma. E' stato tra lunedì sera e martedì mattina che si sono giocate le ultime e decisive carte, in una triangolazione tra partiti, governo e Quirinale, intorno alla riforma elettorale che oggi va al voto - con fiducia - alla Camera. Mentre al momento è prevista la loro presenza alla votazione finale per dire no al Rosatellum nella speranza si aggiungano ai loro voti contrari e a quelli di Fdi Mdp e Sinistra Italiana quel centinaio e rotti di franchi tiratori che sarebbero necessari per affossare il Rosatellum bis. E rivolto a Paolo Gentiloni ha detto di "aver perso la faccia" chiedendo la fiducia sulla legge elettorale, insinuando che Matteo Renzi lo abbia fatto apposta per intaccare il curriculum del premier. Le incognite non sono sulle fiducie ma nel voto finale, che sarà quasi sicuramente a scrutinio segreto. "Lo dobbiamo fare con ardore e intelligenza, con indignazione e nonviolenza", ha scritto Di Battista su Fb dove aggiunge: "Noi saremo in piazza e tutti coloro che sono stanchi di subire e di vedere fette di sovranità popolare che vengono cancellate, non hanno solo il diritto di manifestare, hanno il dovere di farlo". Principale preoccupazione: il voto segreto, che rischia di mettere in pericolo la tenuta dell'accordo con Forza Italia, Ap e Lega Nord.

Nell'aula della Camera si gioca il secondo tempo della partita sulla legge elettorale. Ci rendiamo conto della gravità di questa violenza verbale?

Prime due fiducie senza patemi La terza votazione di fiducia sull'articolo tre riguarda la delega al Governo per la determinazione dei collegi uninominali e dei collegi plurinominali.

Per il Governo intanto arrivano le critiche anche de Presidente Emerito della Repubblica, Giorgio Napolitano che parlerà oggi in Parlamento proprio sul Rosatellum Bis e le sue contraddizioni: "Con la fiducia posta in blocco dal governo sulle parti sostanziali del testo, prima che si aprisse il confronto sugli emendamenti all'art.1, non mi resta che la sola possibilità di intervenire in Senato nel corso del dibattito in Assemblea sulla fiducia".

Contrarie, naturalmente, le opposizioni che si dichiarano allarmate dal ricorso a tale strumento: "Qui si sta scherzando col fuoco".

I Regolamenti, come si sarà notato, non menzionano l'impossibilità di porre la questione di fiducia su una legge elettorale.

Nella stessa famosa sentenza che dichiarava incostituzionali alcune parti dell'Italicum, la Consulta si pronunciava con fermezza al riguardo dell'utilizzo della questione di fiducia e del maxi emendamento durante la discussione di una legge elettorale.

Fuori dal palazzo ha preso il via la manifestazione della sinistra, che ha radunato i suoi militanti al Pantheon. Le formule elettorali sono fatte per essere a lungo rispettate, tant'è vero che nei principali Paesi democratici del mondo sono molto longeve. "Con la fiducia posta in blocco viene pesantemente costretto l'ambito in cui qualsiasi deputato può far valere il suo punto di vista e le sue proposte, e contribuire così alla definizione di un provvedimento tra i più delicati".

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