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Poltrone in Campidoglio: tutti gli assessori che ha cambiato Virginia Raggi

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Le donazioni M5S per la campagna di Virginia Raggi Taverna 1.000 euro Di Maio zero

"Deve cercare di perseguire l'innovazione con pragmatismo".

"Non si può avere la qualità dei servizi di Milano - ribadisce l'ex assessore capitolino - tanto per fare una comparazione, quando le risorse pro capite sono la metà ed il territorio da servire 7 volte più esteso; la densità 3,5 volte inferiore e quindi i servizi più dispersivi; la lunghezza delle strade è 4-5 volte più estesa; i rifiuti in Kg/persona e le pulizie da provvedere sono il 30% in più poiché in Roma vengono servite giornalmente circa 4 milioni di persone a fronte di 2,8 milioni di cittadini paganti".

Colomban è il sesto assessore dimissionario. Massimo Colomban, che ha lasciato il posto di assessore alle Partecipate, è solo l'ultimo della lista di dieci tra assessori e collaboratori della Raggi che hanno dato le dimissioni o che sono stati silurati in poco più di un anno di giunta pentastellata.

Colomban, che rivendica il lavoro svolto per la razionalizzazione delle partecipate, lo benedice definendolo "una persona capace che sarà affiancata da un gruppo di lavoro". "Sta ancora a capì chi è rimasto e chi se ne è andato". In sintesi: "Fino a che Roma non avrà almeno un miliardo di euro (ma per essere alla pari con Milano ne necessiterebbero due) di maggiori risorse per le infrastrutture e servizi non riuscirà a fare miracoli". "Sul metodo ed organizzazione ognuno ha le proprie esperienze e la propria professionalità; mi limiterò quindi a dare il mio personale punto di vista sperando possa essere utile a qualcuno". E ancora: "Deve cercare di perseguire l'innovazione con pragmatismo e gradualità senza danneggiare l'economia". "Nell'Economia, nell'imprenditoria e nel Lavoro il Movimento dovrebbe essere più attento alla produzione di risorse più che alla loro distribuzione ed al loro mantra tutto pubblico".

Il grande sogno di Colomban per Roma è destinato a non avverarsi.

"Uno scenario agghiacciante che spinge sempre più Roma nel baratro".

Forse adesso è più chiaro perchè Massimo Colomban ha dato l'addio anzitempo al Campidoglio. "In alcuni anni questa azione potrebbe educare e formare i cittadini al senso civico, al rispetto del paesaggio e dell'ambiente che non è cosa propria, bensì un bene comune prezioso da rispettare, mantenere o meglio impreziosire".

Di qui, una prima dura critica alla Raggi, rea agli occhi dell'ex assessore di essersi incaponita nel "pubblico a tutti i costi" su Atac e Ama. Altra azione, intitolata "L'industria restaura l'ambiente", prevedeva, d'accordo con le organizzazioni datoriali, "sgravi e facilitazioni per azioni di mitigazione paesaggistica, il recupero dell'ambiente come l'installazione di pannelli fotovoltaici o solari, soprattutto sulle parti opache delle fabbriche".

Il richiamo al regolamento è arrivato puntuale, questa volta, dai banchi a sinistra del presidente De Vito, ma non dagli scranni dei 5 Stelle. L'ex assessore la pensa così: "Devono produrre almeno il 20-30% in più e questo si potrà ottenere con leggi sul lavoro che premino la meritocrazia, disincentivino le assenze, e su questo istituzioni e sindacati hanno delle responsabilità e inoltre devono innovarsi".

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