Esteri

Gli Stati Uniti si ritirano dall'Unesco

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump 71 anni

Gli Stati Uniti avevano smesso di finanziare l'Unesco dopo la sua decisione di includere la Palestina come membro nel 2011, pur decidendo di mantenere il proprio ufficio nel quartier generale di Parigi per cercare di continuare ad avere un peso politico sulle sue decisioni.

In quest'ottica va sicuramente letta e interpretata la decisione di Trump di far uscire gli Stati Uniti dall'Unesco, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di educazione, scienza e cultura.

Gli Stati Uniti hanno deciso di lasciare ufficialmente e definitivamente l'Unesco. La decisione diventerà effettiva il 31 dicembre 2018, dice il comunicato del Dipartimento di Stato. Lo rende noto il dipartimento di Stato americano, aggiungendo che gli Usa intendono diventare poi un osservatore permanente della missione.

L'Unesco è stata fondata durante la Conferenza dei Ministri Alleati dell'Istruzione (CAME), gruppo di Ministri dell'Istruzione dei Paesi Alleati contro il Nazismo che si è svolta tra l'1 e il 16 novembre 1945. Ma la decisione, la rivista Foreign Policy, sarebbe legata anche alla somma - circa 500 milioni di dollari - che gli Usa devono all'Unesco da quando hanno sospeso l'erogazione dei fondi annuali.

Intanto a Parigi si sta votando in questi giorni per eleggere il nuovo direttore generale. Da soli gli Usa rappresentavano il 20% del bilancio dell'Unesco. Per ora sono rimasti in lizza due soli candidati che sono pari a livello di preferenze: l'ex ministro della cultura francese Audrey Azoulay e il suo omologo del Qatar Hamad Bin Abdulaziz Al-Kawari su cui Israele ha già espresso le proprie preoccupazioni. Già nel 1984 gli Stati Uniti si erano ritirati dall'organizzazione su decisione del presidente Ronald Reagan, che aveva accusato l'UNESCO di essere corrotto e schierato con l'Unione Sovietica.

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