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Esteri

Disabile e cieco, Loris Bertocco in Svizzera per la morte assistita

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Loris era paralizzato e non vedente dall'età di 18 anni, quando ebbe un incidente stradale, investito da un'auto in motorino. E da qui cominciava a pensare alla scelta di effettuare il suicidio assistito in Svizzera: una scelta meditata a lungo e perciò riassunta in una lettera lasciata al mondo. Ciononostante la sua prima parte della vita è trascorsa felicemente, guadagnando soddisfazioni a livello professionale e affettivo: ha condotto per anni una trasmissione culturale radiofonica, si è sposato con Annamaria ed è stato consigliere comunale per i Verdi nella città di Mira. "Mi è difficile immaginare il resto della mia vita in modo minimamente soddisfacente, essendo la sofferenza fisica e il dolore diventati per me insostenibili e la non autosufficienza diventata per me insopportabile". Negli anni le sue condizioni di salute si sono aggravate, divenne ipovedente e poi completamente cieco nel. Convinto sostenitore delle proposte per una legge sul "testamento biologico" e sul "fine vita" in Italia, Bertocco era anche molto impegnato per i diritti delle persone disabili, soprattutto nella rete per la "Vita Indipendente", tesa a garantire sostegno a chi perde la propria autonomia.

"Il muro contro il quale ho continuato per anni a battermi è più alto che mai e continua a negarmi il diritto ad una assistenza adeguata". Bettin ha affermato che Loris voleva che il suo memoriale fosse diffuso per 'aprire gli occhi' alle autorità e per dare finalmente dignità a tutte le persone come lui. "Parlava da tempo di questa sua scelta finale". E poi un ultimo appello: "Il mio impegno estremo, il mio appello, è adesso in favore di una legge sul testamento biologico e sul fine vita". Lo faceva in termini ipotetici. Ambientalista convinto, era stato tra i fondatori dei Verdi italiani e non aveva mai smesso di partecipare a lotte sia territoriali che di portata globale, contro il nucleare e i mutamenti climatici, per la riconversione ecologica, per la pace'. La scelta di fare questo viaggio è stata sofferta ma non per se stesso: tentava di rendere il più sereno possibile il distacco dai suoi cari, ovvero dalla madre Renata, alla sorella, all'ex moglie e a Mirella, l'amica che gli è stata più vicina nell'ultimo periodo. E' così che ieri mattina alle 11 l'uomo ha messo la parola fine alla sua esistenza in una clinica di Zurigo.

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