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Esteri

Traffico internazionale di rifiuti, sequestri anche in Umbria

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Guardia costiera- Operazione End of Waste sui rifiuti tossici

Arresti e sequestri sono stati effettuati da parte del Nucleo speciale di intervento della Guardia Costiera nell'ambito di un'inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma, per stroncare un traffico di rifiuti pericolosi diretti, via mare, dall'Italia verso paesi esteri. Secondo le indagini, il giro d'affari derivante dal traffico illecito è di oltre 45 milioni l'anno.

Stando a quanto emerso dalle indagini le persone arrestati e le loro aziende, mediante vari giri di false attestazioni e certificati, acquistavano rifiuti industriali complessi e contaminati: dopo aver simulato lo svolgimento di procedure di bonifica in Italia - si è appreso - lo rivendevano come materiale recuperato e 'pronto forno' per un nuovo ciclo produttivo. I rifiuti venivano caricati nei porti di Livorno, La Spezia, Genova, Ravenna e Civitavecchia. Il meccanismo era quello di nascondere rifiuti contaminati in container che venivano spediti in Asia. Secondo l'ammiraglio Giuseppe Tarsia, all'epoca comandante del porto di Civitavecchia e ora a Livorno, "non si tratta di un caso isolato e per questo il nostro impegno ambientale proseguirà anche su questo versante".

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