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Salute

Padova, la denuncia: "non si affitta a gay e terroni"

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Il mattino di Padova

Per loro trovare lavoro e casa era un'impresa difficilissima, c'erano cartelli appesi agli edifici con scritto "Non si affitta ai meridionali". Succede a Padova. A denunciarlo un medico di Aversa, Vittorio Savino, dipendente dell'Asl di Caserta, che stava cercando un appartamento per la figlia che si è appena iscritta a un corso di formazione nella città del Santo. Lunghissima la lista dei commenti tra chi accusa Padova di razzismo e chi la difende, chi si propone di informare gli assessori padovani Bressa e Micalizzi, chi smentisce e contesta l'assenza di fonti più dettagliate chi invece giura gli sia accaduto lo stesso fino ad una padovana che si offre di ospitare la ragazza. Bastava poco per capire che si trattava di gente tranquilla e onesta e allora poi gli altri iniziavano a mostrarsi disponibili, ma l'orgoglio bruciava e qualcuno, quando finalmente veniva accettata la richiesta d'affitto, ha avuto la forza di dire: "No grazie, ci bastiamo da soli".

Sembra di essere tornati agli anni '70 quando i meridionali migravano al nord alla ricerca di fortuna. Oggi l'odiosa selezione si fa su internet. "Prezzi tutto sommato non male, anzi in qualche caso buoni, ma c'è il trucco". Ma poco dopo è stato successivamente cancellato, così come alcuni annunci citati dall'uomo. Via Facciolati, ma, no a gay friendly, no pet friendly, no coppie con figli, trans, meridionali specialmente napoletani e siciliani valutabili altre zone del Centro sud; Zona Guidda Bassonello (sarebbe Guizza Bassanello), ma solo a ragazze bella presenza del Nord, no meridionali. "Ci sono divieti anche per lavoratori, ciccioni, neri, marocchini, persone in cattive condizioni di salute". Raggiunto dal quotidiano la Repubblica, il medico ha detto: "Era solo uno sfogo per far sapere ai miei amici di Facebook che nel 2017, in una città come Padova, esistono ancora persone che non fittano case ai meridionali".

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