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Riapertura scuole: stabile il numero degli studenti, aumentano le richieste del doposcuola

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Riapertura scuole: stabile il numero degli studenti, aumentano le richieste del doposcuola

Oltre otto milioni e 600 mila.

In questi giorni, per molti studenti si torna tra i banchi. Nel complesso però, da Nord a Sud, le lezioni riprenderanno tra l'11 e il 15 settembre.

Oggi è suonata la prima campanella in cinque regioni italiane: Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Piemonte e Trentino Alto Adige. Le alunne e gli alunni che nell'anno scolastico 2017/2018 frequenteranno le scuole statali sono 7.757.849, per un totale di 370.697 classi.

Sono terminate le assunzioni del personale docente, educativo e ATA, con l'immissione in ruolo di 686 docenti nelle scuole di ogni ordine e grado; stanno per essere concluse le operazioni di utilizzazione e assegnazione provvisoria del personale docente.

Gli studenti sono in calo rispetto allo scorso anno, quando erano 7.816.408. La geografia del ritorno a scuola prosegue con Umbria e Veneto, mercoledì 13; Calabria, Campania, Liguria, Valle d'Aosta, Sicilia e Sardegna, giovedì 14; venerdì 15, infine, gli ultimi a tornare in classe saranno gli studenti di Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Marche e Puglia.

Gli esami della scuola secondaria di I grado che, a partire da quest'anno daranno maggior peso al curriculum scolastico, valorizzando l'impegno dimostrato nel tempo e non solo nelle prove finali.

Altre sono le partite ancora aperte, come la ricerca di fondi per garantire agli alunni disabili il necessario numero di ore da parte degli educatori.

Dal Ministero dell'Istruzione viene precisato: "Di questi, 948.900 frequenteranno la scuola dell'infanzia, 2.538.095 la scuola primaria, 1.637.535 la secondaria di I grado e 2.633.319 quella di II grado". Perché a fronte di un incremento stipendiale di 85 euro lordi mensili - che netti si riducono a 35/40 euro netti mensili - per allineare la Buona scuola con la nuova funzione docente, il carico di lavoro orario degli si incrementerà certamente, forse ben oltre i 35/40 euro mensili del corrispettivo aumento.

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