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Esteri

In Sicilia il quasi-accordo tra Ap e Pd tra veti e malumori

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Sicilia Miccichè oggi da Berlusconi. Alfano guarda Renzi e pensa Musumeci

A conclusione dell'incontro di Caltanissetta con Cesare Damiano, Presidente della commissione lavoro della camera dei Deputati, ex ministro del Lavoro, si è costituito il coordinamento regionale di Sinistra PD Laburisti, area politica che ha in Damiano il proprio riferimento nazionale, con l'obiettivo di offrire un forte contributo dentro il Pd e nella società sui temi del lavoro, dei diritti e del rilancio dell'economia dell'Isola attraverso la condivisione e l'incontro sui territori con i circoli, gli attivisti e i tanti operatori economici. Lo afferma il coordinatore del Pd, Lorenzo Guerini, in un'intervista al Messaggero. Sempre più italiani chiedono a me, a Forza Italia, al Centrodestra, di cambiare radicalmente le cose che non vanno nel nostro Paese. Eppure, a Palermo come a Roma, indiscrezioni e voci raccontano che il matrimonio tra Ap e Pd si farà.

L'accordo tra il Partito democratico e Angelino Alfano è sempre più vicino: "Il dialogo è in fase avanzata, siamo ottimisti ma ancora non è chiusa alcuna alleanza", dice il sottosegretario Giuseppe Castiglione, che sa bene come rimanga ancora da risolvere il rebus del nome del candidato governatore.

Eccolo il piano che Silvio Berlusconi ha studiato nei minimi dettagli e che si prepara a lanciare dopo la pausa estiva, soprattutto se dalla prime battute di settembre si capirà che la legge elettorale resterà immutata e che i tentativi di tornare al "tedesco" saranno destinati a fallire, scrive Repubblica.

Mentre il M5s prosegue il suo tour lungo la Sicilia per la campagna elettorale delle elezioni siciliane che si terranno il 5 novembre prossimo, sugli altri fronti si aprono nuovi scenari e nuove, ma non troppo, alleanze politiche. Da Forza Italia alla Lega, da Fratelli d'Italia ai centristi che ci sono e quelli tornati a casa. Insomma le trattative in atto in Sicilia devono essere circoscritte al solo terreno dell'isola.

Adesso si litiga su chi sarà il candidato di coalizione alla presidenza della Regione Siciliana. "È il tempo di ritornare alla parola pubblica, alla politica capace di organizzare discorsi e ricucire i fili delle istanze, dei bisogni, delle proposte che le comunità, i territori, le persone in Sicilia esprimono - concludono - in rottura con le politiche clientelari e ottuse che da 15 anni a questa parte hanno perpetrato i governi che si sono succeduti".

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