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Esteri

Napoli. Omicidio Vincenzo Ruggiero, arrestato il complice di Guarente

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Il provvedimento scaturisce dallo sviluppo delle indagini coordinate dalla procura di Napoli Nord che sono state condotte, senza interruzione, dopo il fermo dell'assassino Ciro Guarente, ex militare della Marina ed assassino di Vincenzo che ha confessato il delitto dopo oltre 20 giorni dalla sparizione del ragazzo di Parete.

Ciro racconta di una sorta di istigatore, una persona che l'avrebbe spinto ad uccidere Vincenzo, a covare odio e gelosia nei suoi confronti.

Non è questo l'unico sfogo che Guarente affida al carteggio.

Dal momento in cui è andato via da Aversa, dalla casa di Heven, con il corpo di Vincenzo chiuso dentro un sacco per la spazzatura, qualcuno lo avrebbe aiutato. La gelosia cieca della prima fase di quella notte assurda avrebbe dunque lasciato il passo a una lucida pianificazione. Lui che a stento arriva al metro e sessanta, avrebbe chiesto una mano per nascondere quel corpo. Qualcuno che lo ha aiutato a fare a pezzi il cadavere e sotterrarlo sotto un massetto di cemento a presa rapida. Non vuole raccontare nulla con la sua voce, vuole solo scrivere ininterrottamente e tra queste parole vuole chiedere perdono alla madre di Enzo. Mai, però si era spinto a concorrere a un omicidio. Utensili che Ciro usava per il suo hobby, ristrutturare sedie e mobili, in parte forse compatibili con ciò che, secondo il medico legale, potrebbe avere usato per distruggere il corpo della vittima. Intanto Ciro scrive e probabilmente verrà chiesta una perizia psichiatrica, ma non parla con gli investigatori.

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