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L'Italia infilza l'oro anche con la sciabola

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Sciabola femminile

Metallo ‘pesante nella sciabola a squadre dopo 14 anni. L'ottava medaglia di questa competizione giunge grazie al successo del quartetto azzurro femminile di sciabola che ha battuto la Corea del Sud con il punteggio di 45-27. Tra le protagoniste la castelvetranese Loreta Gulotta che, assieme alle compagne Irene Vecchi, Rossella Gregorio e Martina Criscio, è riuscita nell'impresa di riportare la nazionale italiana sul gradino più alto del podio ai Mondiali di scherma in corso a Lipsia. Contro la Corea del Sud è stata una finale del tutto dominata, con un 45-27 che non lascia dubbi sulla superiorità della squadra, con una finale anticipata contro la Francia nel turno precedente: 45-42.

"L'avevo sognata una vittoria cosi ma la realtà è più bella del sogno. Ce l'abbiamo messa tutta ed adesso eccoci qua!". Irene Vecchi, tesserata con il Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle ma nata e cresciuta sulle pedane del Fides Livorno (con il maestro Nicola Zanotti, da un anno invece è allenata da Andrea Aquili), dopo l'avventura olimpica di tredici mesi fa a Rio (con tanto di beffa per la medaglia sfuggita d'un soffio nella prova a squadre a Cinque Cerchi, che vide l'Italia al quarto posto), ha trovato la sua definitiva consacrazione nel gotha internazionale della specialità. "E' il frutto di un percorso lungo che adesso ci porta su questo podio". "Ci ripaga ma non ci appaga". Se però in finale le azzurre hanno dominato dal primo all'ultimo parziale, contro le transalpine la squadra italiana è stata capace di recuperare un passivo di ben sette stoccate a metà assalto. In precedenza, le ragazze del ct Giovanni Sirovich avevano superato la Bielorussia per 45-34 e poi il Messico ai quarti di finale per 45-30.

A una giornata dal termine dei Mondiali di Lipsia l'Italia è in testa al medagliere con 3 ori, un argento e 4 bronzi: rimangono da assegnare gli ultimi due titoli, nelle prove a squadre di spada femminile e fioretto maschile. Questa vittoria è carica di sudore, rabbia e tantissimo lavoro. Il talento di queste atlete è finalmente sotto gli occhi di tutti. Oggi non ci resta che festeggiare alla grande.

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