laprovinciadelsulcis.com

Affari

'Poca crescita e troppo debito', l'Italia vista dalla Corte dei Conti

Share
20170627_124020_D51A0864

"L'elevato livello del debito pubblico", elemento di "maggiore vulnerabilità" dell'Italia, "impone alla politica economica, ben di più di quanto non derivi dai vincoli fissati con le regole europee sui conti pubblici, di proseguire lungo un 'percorso di rientro' molto rigoroso".

Nuovo allarme della Corte dei Conti sul livello del debito italiano, ma anche sulle misure anticorruzione, ancora insufficienti a combattere un fenomeno "devastante". A dirlo, in occasione della relazione sul rendiconto generale dello Stato 2016 tenutasi questa mattina a Roma alla presenza delle più alte cariche dello Stato, è il presidente di coordinamento delle sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti, Angelo Buscema.

Dello stesso avviso è il presidente della Corte dei Conti, Arturo Martucci di Scarfizzi, che mette in evidenza la view della Corte dei Conti affermando che la strada da seguire rimane il rigore. Secondo Buscema, la spending review "non ha prodotto i risultati sperati". Ma, avverte, anticipando iin qualche il messaggio al Parlamento e al Governo contenuto nella relazione sul Rendiconto dello Stato, "l'indirizzo rigoroso impresso alla gestione della finanza pubblica non deve essere visto come l'adesione a regole imposte dall'esterno, quando piuttosto una via obbligata da perseguire responsabilmente".

Vengono praticamente bocciate le iniziative che sono state adottate per la spending review.

"Il bilanciamento della politica economica e della gestione della finanza pubblica appare particolarmente complesso per l'Italia, dove *il recupero della crescita del prodotto interno lordo, dopo la lunga crisi, appare ancora troppo modesto *e, soprattutto, in ritardo rispetto alla ripresa in atto negli altri principali Paesi europei", ha evidenziato Arturo Martucci di Scarfizzi. Si conferma, quindi, "la necessità di una revisione attenta di quanto puo', o non puo', essere a carico del Bilancio dell Stato, in un processo di selezione della spesa attento a non incidere negativamente sul potenziale di crescita del Paese". Aveva inoltre fornito nei giorni scorsi i dati sul periodo 2014-2017 con tagli di spesa per 30 miliardi di euro. Tale sistema, dice ancora Galtieri, "è scarsamente efficace per contrastare quei comportamenti illeciti i cui effetti negativi sulle risorse pubbliche sono spesso devastanti". Per quanto riguarda gli acquisti della P.A., "si è confermata la centralità del programma di razionalizzazione delle procedure tramite Consip nelle politiche di contenimento della relativa spesa, anche se è emersa nel corso degli ultimi anni l'esigenza di una verifica dei risultati più rispondente a dati reali".

Share