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Esteri

Papa Francesco condanna le pensioni d'oro: "Sono un'offesa"

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Papa Francesco

"Quella che costringe gli anziani a lavorare troppo a lungo e obbliga una intera generazione di giovani a non lavorare quando dovrebbero farlo per loro e per tutti - ha sottolineato il Pontefice - è una società stolta e miope". "E' la prima dote con cui li aiutiamo a spiccare il loro volo libero della vita adulta". Questo è un rischio, avverte, perché "persona e lavoro sono due parole che possono e devono stare insieme". "Se pensiamo e diciamo
il lavoro senza la persona, il lavoro finisce per diventare
qualcosa di disumano, che dimenticando le persone dimentica e
smarrisce sé stesso". E ha aggiunto: "La persona non è solo lavoro, perché non sempre lavoriamo, e non sempre dobbiamo lavorare". "Il lavoro - dice Bergoglio - è la forma più comune di cooperazione che l'umanità abbia generato nella sua storia".

TREVISO Sarà la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, a guidare l'ampia delegazione della Confederazione che sarà ricevuta mercoledì 28 giugno alle 9 da Papa Francesco presso la Sala Nervi della Città del Vaticano. La persona "non è solo lavoro", ribadisce il Papa, anche perché "non sempre lavoriamo, e non sempre dobbiamo lavorare".

Quindi l'ennesimo monito del Pontefice contro ogni forma di sfruttamento: "Da bambini non si lavora, e non si deve lavorare". Spingerebbe dunque ancora più in alto l'asticella dei requisiti previdenziali aggravando un quadro oggettivamente paradossale: quello di un'elevata disoccupazione giovanile (ancora dalle parti del 37,3%) con un tasso di disoccupazione che addirittura ultimamente è calato ma solo fra gli over 50. "Sui temi del lavoro Papa Francesco ha più volte ribadito un forte no all'economia dell'esclusione, del precariato, dello sfruttamento, considerando il lavoro come una fonte di dignità prima che di reddito.Questo Papa è un esempio per tutti noi e con gioia cogliamo questa opportunità che ci è stata offerta dalla nostra Confederazione". Infine la stoccata: "Forse la nostra società non capisce il sindacato perché non lo vede abbastanza lottare nei luoghi dei 'diritti del non ancora': nelle periferie esistenziali".

Nell' udienza alla Cisl, Papa Francesco è stato molto duro e diretto affermando che "il capitalismo del nostro tempo non comprende il valore del sindacato, perché ha dimenticato la natura sociale dell'economia, dell'impresa, della vita, dei legami e dei patti". "La vostra vocazione è anche proteggere chi i diritti non li ha ancora, gli esclusi dal lavoro che sono esclusi anche dai diritti e dalla democrazia". La corruzione è entrata nel cuore di alcuni sindacati che col tempo somigliano troppo alla politica, in particolare ai partiti e al loro stile e linguaggio. "E invece, se manca questa tipica e diversa dimensione, anche l'azione dentro le imprese perde forza ed efficacia". Non c'è una buona società senza un buon sindacato, e non c'è un sindacato buono che non rinasca ogni giorno nelle periferie, che non trasformi le pietre scartate dell'economia in pietre angolari, che, come i profeti biblici, non dà voce a chi non ce l'ha. Questo va fatto, ma è metà del vostro lavoro.

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