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Multa record per Google: dovrà pagare 2,42 miliardi di euro

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Multa record per Google: dovrà pagare 2,42 miliardi di euro

Una situazione che costringerà Google a prendere provvedimenti per modificare il comportamento del motore entro 90 giorni oppure, in alternativa, versare nelle casse della commissione il 5% delle entrate totali giornaliere di Alphabet.

All'origine della sanzione l'abuso da parte della società americana di posizione dominante nel campo dei motori di ricerca. Google avrà 90 giorni di tempo. Questo è quanto verificato dall'UE e che ha determinato la maga-multa: "Le prove dimostrano che il competitor messo maggiormente in risalto compare soltanto a pagina 4 dei risultati". Le riflessioni in merito hanno condotto Mountain View ad apportare dei cambiamenti al proprio search a partire dal 2008: garantendo una posizione prominente ai risultati del proprio comparatore direttamente nella pagina del search organico, retrocedendo di pagine i concorrenti mediante appositi accorgimenti all'algoritmo di indicizzazione del proprio motore, e di fatto dunque finendo per violare le regole UE e "abusando della posizione dominante sul mercato fornendo al proprio servizio di comparazione shopping un vantaggio illegale". Lo segnala la stessa Commissione Ue nella nota con la quale viene annunciata la multa di 2,42 miliardi di euro a Google per violazione delle norme sulla concorrenza.

Un altro gigante Usa, il leader nei microprocessori Intel, fu stangato da Bruxelles nel 2009 con quella che allora era la multa più elevata di sempre, 1,06 miliardi. Per l'ordinamento UE la multa poteva arrivare al 10% dell'intero fatturato della compagnia colpita. L'azienda non ci sta e ha già annunciato che presenterà ricorso presso la Corte di giustizia europea. "I risultati in cima alla pagina vengono cliccati il 35% delle volte", ha spiegato l'esecutivo comunitario qui a Bruxelles. Dal punto di vista politico, invece, rappresenta l'ennesimo colpo alle relazioni commerciali USA-UE. Con l'arrivo di Margrethe Vestager, l'accelerazione con l'accusa formale e l'invio della lettera a Mountain View.

"La decisione dell'Antitrust Europea non fa che confermare quello che da anni non solo gli esperti della rete conoscevano quanto alla vera e propria dittatura degli algoritmi e dei sistemi di indicizzazione che favorivano determinati prodotti a scapito di altri - commenta l'Avv".

Con i suoi strumenti di comparazione, con le recensioni, milioni di rivenditori e una vasta gamma di prodotti, dalle scarpe da ginnastica agli alimentari, Amazon è un formidabile concorrente ed è diventata la prima meta per le ricerche di prodotti.

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