laprovinciadelsulcis.com

Affari

Messina: "Nessun regalo a Intesa e niente licenziamenti" nelle banche venete

Share

Lo Stato sborsa subito 5,2 miliardi di euro per tenere aperte da stamattina le filiali dei due istituti ed evitare il caos che si sarebbe creato nel caso di un "fallimento disordinato". Intanto, però, la banca fa sapere che l'esito positivo dell'operazione è subordinato a un percorso di approvazione senza ostacoli del decreto varato dal governo per il salvataggio di BpVi e Veneto Banca.

Ma non è chiaro se tali chiusure e uscite si sommeranno a quelle che Messina stava iniziando a stimare in vista della definizione del nuovo piano industriale, la cui presentazione è attesa per gli inizi del prossimo anno, e che secondo alcune indiscrezioni avrebbe potuto vedere circa 400 chiusure nel Nord Est rispetto ad un migliaio di chiusure complessive, destinate a snellire di un terzo la rete fisica di Intesa Sanpaolo, in parallelo allo sviluppo della banca diretta di Questio. "Anche il debito di Intesa tiene bene, anzi stringe di qualcosa, per ora sui bond non c'è effetto 'aumento del debito'".

"Credo che la definizione del regalo sia completamente sbagliata - spiega al Tg3 l'ad di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina - Noi interveniamo in questa operazione per tutelare i risparmi di 2 milioni di famiglie, l'erogazione del credito di 200 mila imprese e l'occupazione 10mila persone". Veneto Banca afferma che "Banca Intermobiliare di Investimenti e Gestioni, che è non stata acquisita da Intesa Sanpaolo, continua la sua operatività in maniera ordinata, assicurando la continuità dei rapporti con la clientela". Banca d'Italia ha nominato i commissari liquidatori dei due istituti. Ovvero il rischio di perdite, che è statisticamente calcolabile, sui 12 miliardi di garanzie offerte dallo Stato e che, spiega Bankitalia, non rappresentano una spesa per l'erario. Anche se sarà interessante conoscere le cause e le responsabilità del dissesto delle due banche. Ogni crisi si trasforma così in un puzzle intricato in cui bisogna conciliare gli interessi generali di stabilità con quelli più particolari, ma non meno degni di tutela, dei risparmiatori che pensavano di aver comprato titoli sicuri emessi da una banca solida. "Le regole applicate sono pienamente in linea con il quadro dell'Unione bancaria" ha chiarito un portavoce della Commissione Ue mentre da Berlino e sui giornali anglosassoni (il Wsj ha parlato di "passo indietro" per l'Eurozona) rimbalzano le polemiche per un aggiramento delle regole sul bail in. Gli aiuti di Stato, laddove sono stati impiegati, dovrebbero rientrare nelle casse dello Stato.

Share