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Bankitalia, cessione Venete a Intesa

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Come funziona il salvataggio delle banche venete

(Fonte: Ufficio stampa Presidenza del Consiglio dei Ministri) - Il Consiglio dei ministri si è riunito domenica 25 giugno 2017, alle ore 16.04 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente Paolo Gentiloni.

Il bello è che Padoan ha ragione quando sostiene che non c'erano alternative. Il resto confluirebbe in una bad bank che certo costerà molto cara a tutti gli altri italiani. "A quell'asta si sono presentate altre primarie banche internazionali".

Oggi di fronte alla crisi del sistema bancario si può tranquillamente dire che è stato un errore lasciare per decenni il monopolio del finanziamento delle imprese alle banche.

Il governo ha valutato questa soluzione impraticabile e pericolosa. In fine ci si attendeva almeno una parola sul fatto che l'azione giudiziaria, per i più svariati motivi probabilmente indipendenti dalle situazioni locali della Magistratura, proseguono al rallentatore e che il Governo avrebbe inviato tutto l'aiuto possibile e necessario per affrontare con certamente questo problema. Vengono invece azzerati azionisti e obbligazioni subordinate in mano a investitori istituzionali.

Gli aiuti di Stato sono adeguatamente coperti dai crediti delle due banche. Infine ci sono le garanzie sui rischi legali, valutate tra 1,5 e 2 miliardi.

Su indicazione del Ministro, i commissari liquidatori nominati dalla Banca d'Italia possono cedere l'azienda bancaria a un soggetto selezionato sulla base di una procedura aperta, concorrenziale, non discriminatoria di selezione dell'offerta di acquisto più conveniente.

Il tutto accompagnato da un caos, anche normativo, senza molti precedenti come certifica l'esempio delle obbligazioni subordinate. I primi, di fatto, diventano correntisti di Intesa Sanpaolo, mentre i secondi verranno rimborsati per il 100 per cento alla scadenza.

In arrivo poi ci sono quattromila esuberi e seicento sportelli da tagliare. A cui si aggiungono "impegni per un importo massimo per 12 miliardi". Come in quel caso, le prestazioni sono a carico del "Fondo interbancario di tutela dei depositanti".

Così il presidente di Confturismo Veneto, Marco Michielli tornando a parlare delle banche venete. Si tratta di risorse già stanziate con il decreto salva-risparmio da 20 miliardi approvato lo scorso Natale.

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