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Bambina di Latina non vaccinata morta a Roma per il morbillo

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La bimba morta a causa del morbillo soffriva di una malattia genetica

Le cause del decesso sarebbero da ricondurre alle conseguenze del morbillo, stando elle indiscrezioni che stanno emergendo in queste ore. Si parla precisamente di casi oncologici, con patologie intestinali gravi (Crohn), rettocolite ulcerosa, malattie trattate con terapia immunosoppressiva, patologie reumatiche, asma grave e bambini trapiantati. "Non è mai una malattia banale; oggi colpisce persone più grandi, adolescenti e giovani adulti, e può dare complicanze".

Morire di morbillo nel 2017 in Italia. Anche altre malattie, per il calo delle vaccinazioni, rischiano di ritornare.

L'INFETTIVOLOGO - L'infettivologo Alberto Villani, intervistato dall'agenzia Agi, ha precisato di "non essere a conoscenza del modo in cui la piccola possa essere stata contagiata". La piccola soffriva di una cromosomopatia ed "era in una condizione di estrema fragilità, ma se non avesse preso il morbillo forse non sarebbe morta", ha affermato Villani. E con la tragedia torna alla ribalta il tema dei vaccini. E infatti è purtroppo deceduta proprio per le conseguenze del morbillo, che ha innescato una insufficienza multiorgano. Per il medico, "la vaccinazione verso soggetti più fragili, sarebbe auspicabile mentre spesso, si cade preda di timori infondati". "Per questa bambina - spiega Ricciardi - la vaccinazione era anzi molto più utile, e questo perché i bambini a rischio per particolari patologia sono quelli per i quali la vaccinazione è maggiormente indicata". Al Bambino Gesù fino al 31 maggio scorso ci sono stati 130 casi di morbillo. Proposta che sarebbe stata rifiutata. Ciò ha permesso che il tetano, che ha un'incubazione che va da 3 a 21 giorni, si sviluppasse, cos che il bimbo è arrivato all'ospedale San Martino con la malattia già in stadio conclamato. Ad allertare i medici sono stati alcuni sintomi, come la paralisi facciale, che non rispondevano alle terapie cortisoniche inizialmente proposte.

"E' un caso di assoluta rarità", ha spiegato il direttore dell'Unità Operativa di Pediatria Giovanni Zanda. In casi di patologie complesse come quella della bimba di 9 anni, si è soliti vaccinare di meno i bambini coinvolti, sebbene il loro rischio di contrarre malattie sia decisamente più elevato, ovvero 4-5 volte maggiore rispetto ad un bambino sano.

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