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Ufficialmente iniziati negoziati per la Brexit tra Gb e Ue

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Brexit: sale il prezzo del vino, consumi giù - FOOD Web

Per questo il presidente dell'Eurocamera Antonio Tajani e il negoziatore del Parlamento Ue per la Brexit Guy Verhofstadt sollecitano affinché "i negoziati comincino sul serio", perché i tempi previsti dal Trattato sono strettissimi.

La Brexit prende il via. Si tratta di una fase davvero delicata e i motivi sono diversi.

L'analisi dei flussi socio-demografici del voto, realizzata dal Financial Times, indica che i Conservatori sono stati puniti dall'elettorato urbano che al referendum aveva votato per restare nella Ue, oltre che nelle aree del paese con contesti multiculturali ed elettori più istruiti. Ma andiamo per gradi. Lo ha annunciato il negoziatore dell'Ue Michel Barnier alla fine della prima giornata di contrattazioni a Bruxelles.

Oggi si terrà solo un primo round di negoziati per il divorzio. Questo significa che tutto quello che verrà deciso ora, potrebbe essere utilizzato in altra sede, nel caso si verificasse un'altra uscita. Brexit, l'incendio alla Grenfell Tower e l'attacco alla moschea, secondo osservatori, hanno indebolito la posizione della premier Teresa May. Si prevede che i negoziati con l'UE inizieranno a giugno, dopo le elezioni parlamentari anticipate.

Dopo l'incontro introduttivo fra i due team negoziali, vi sarà un pranzo di lavoro alle 12.30 fra Barnier e Davis e poi, alle 14, si riuniranno i gruppi di lavoro tecnici dei due team, e alle 16.30 i due coordinatori, Sabine Weyand (la vice di Barnier) per la Commissione e Olly Robbins, Segretario Permanente del Dipartimento per la Brexit, per il governo di Londra.

"Per la Brexit non saremo né "hard" né "soft", ma cordiali, solidi". Difficile stabilirlo con certezza, dal momento che non esiste una definizione rigorosa dei termini.

Chiudere le frontiere alle persone però vorrebbe anche dire l'addio al mercato unico europeo per il Regno Unito, almeno a quanto si capisce dalle mosse dell'Unione.

Tre gli argomenti principali che dovranno essere discussi con Londra. L'Unione di fronte a queste pretese non ci sta, e mette in cima alla lista delle priorità la tutela dei diritti dei cittadini europei che studiano, lavorano e vivono nel Regno Unito. Ci saranno delle conseguenze, e saranno considerevoli.

Poi ci sono i soldi che il Regno Unito deve ancora all'Europa, frutto degli accordi presi prima dell'uscita. Ma questa è la posizione originaria dell'Ue, non quella di Londra.

Goldman Sachs, banca d'affari di Wall Street, tra le altre, sarebbe pronta a volare a Francoforte, trasferendo sul continente mille dipendenti.

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