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Omicidio Varani, Prato morto suicida in cella

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Omicidio Varani, Marco Prato suicida in carcere

Domani, per Prato, avrebbe dovuto tenersi l'udienza del processo.

E' stato trovato morto con un sacchetto di plastica in testa quindi probabilmente sarebbe morto soffocato. Il compagno con cui divideva la cella non si sarebbe accorto di nulla perché stava dormendo.

Prato continuava a dire di essere innocente, affermando di essere succube di Foffo e durante il periodo di detenzione aveva scoperto di essere sieropositivo. Il pm di turno ha autorizzato la rimozione della salma su cui verrà effettuata l'autopsia.

Questa notte, intorno all'una e trenta si è suicidato nella sua cella, Marco Prato, 31 anni, coinvolto nell'omicidio di Luca Varani, giovane romano di 23 anni. Per l'omicidio di Luca Varani era già stato condannato a 30 anni Manuel Foffo, che a differenza di Prato aveva chiesto il rito abbrevviato. Prato aveva iniziato a collaborare coi pubblici ministeri solo dopo mesi di silenzio. Un'attenuante con cui spera di evitare l'ergastolo nel processo che inizierà il prossimo 10 aprile e ristabilire, a suo dire, la verità. "Volevamo uccidere qualcuno, volevamo vedere l'effetto che fa'" dirà Foffo ai carabinieri.

Nel suo interrogatorio più importante, con voce calma, flemmatica, così controllata da mettere i brividi, aveva spiegato il suo delitto con questa frase: "Ognuno di noi ha un lato oscuro, il mio, semplicementente, è venuto fuori". E' stato ritrovato privo di sensi, probabilmente per asfissia.

A ricostruire la vicenda, il pm Francesco Scavo e le indagini hanno rilevato tracce biologiche su almeno tre delle armi del delitto, facendo crollare la tesi sostenuta dalla difesa di Prato secondo cui quest'ultimo non avrebbe partecipato attivamente all'omicidio. "Lo voleva stordire, ce l'ha messo lui nella tazza che io poi ho dato a Luca".

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