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Emanuela Orlandi: la famiglia chiede vedere i documenti del Vaticano

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Emanuela Orlandi la famiglia chiede vedere i documenti del Vaticano

La risposta è giunta ancora prima che l'istanza fosse depositata presso la Segreteria di Stato. La strategia nuova che può portare a sviluppi inaspettati.

La posizione ha lasciato del tutto stupefatti i legali, ma soprattutto Pietro Orlandi, sempre più determinato a scoprire la verità.

Tra i passaggi chiave la telefonata arrivata alla sala stampa del Vaticano qualche giorno dopo la scomparsa in cui un uomo dall'accento anglofono e per questo noto come "l'Americano", chiedeva contatti diretti con la Santa Sede per uno scambio tra Emanuela Orlandi e la liberazione di Alì Agca, l'ex terrorista turco in carcere per il tentato omicidio di papa Giovanni Paolo II. L'ultimo mistero di una vicenda che pare non avere termine. A sostenere questa battaglia è Pietro Orlandi, fratello di Emanuela che, al momento della scomparsa, aveva soltanto 15 anni. Un plico che potrebbe contenere resoconti di attività inedite almeno fino al 1997. C'è qualcuno che, finora, ha cercato di ostacolare o occultare la verità sul caso?

Nell'istanza si fa esplicito riferimento ad "alcune fonti che riferiscono dell'esistenza presso la segreteria di Stato del dossier con dettagli anche di natura amministrativa dell'attività svolta dalla segreteria di Stato ai fini del ritrovamento". Nelle pagine del documento, emerso nel 2012 grazie alle dichiarazioni di due testimoni si legge che "tutta la dolorosa storia (di Emanuela Orlandi) fu seguita a fondo direttamente dalla segreteria di Stato". L'unico a poter intercedere ora è Pietro Parolin, il Segretario di Stato che Papa Francesco ha voluto per sostituire il cardinale Tarcisio Bertone.

Il Vaticano però non tarda a rispondere: "Per noi il caso è chiuso". "Sono stati già dati tutti i chiarimenti che ci sono stati richiesti". Non possiamo fare altro che condividere e prendere a cuore la sofferenza dei familiari. Così monsignor Angelo Becciu dalla Segreteria di Stato vaticana dà risposta alle richieste dei familiari di Emanuela Orlandi per riaprire il dossier relativo alla sua scomparsa. "Non so se la magistratura italiana ha nuovi elementi, da parte nostra non c'è nulla da dire in più rispetto a quanto detto".

Eppure sono diverse le "fonti" che hanno confermato l'esistenza di un carteggio segreto. Anche considerando che Emanuela Orlandi è figlia del messo pontificio, dunque iscritta all'anagrafe della Città del Vaticano, la decisione di negare ai legali della famiglia Orlandi l'accesso agli atti potrebbe aprire una questione di diritto internazionale.

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