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Esteri

Mancata cattura di Provenzano: assoluzione definitiva per Mori e Obinu

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Cassazione_Palazzo

L'ex generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu non hanno favorito Bernardo Provenzano: lo ha stabilito la Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso della procura generale di Palermo contro la sentenza di assoluzione nei confronti dell'ex generale dei Carabinieri e del colonnello imputati di favoreggiamento aggravato alla mafia.

Come si legge nelle motivazioni, depositate nel novembre scorso, le azioni contestate sono "sussistenti" eppure "non idonee a dimostrare" che i due alti ufficiali dei Carabinieri, il generale Mario Mori e il colonnello Mauro Obinu, "abbiano agito con la coscienza e la volontà di favorire il latitante Bernardo Provenzano, impedendone o ostacolandone la cattura".

La procura generale, rappresentata dal procuratore Roberto Scarpinato e dal sostituto Luigi Patronaggio, aveva chiesto la condanna dei due ufficiali dell'Arma a quattro anni e mezzo di reclusione per Mori e tre anni e mezzo per Obinu. I giudici parlavano di "scelte attendiste" in occasione del mancato blitz che, secondo l'accusa, avrebbe potuto portare alla cattura del padrino corleonese già nell'ottobre del 1995 a Mezzojuso grazie alle confidenze del pentito Luigi Ilardo.

Da parte di Mori nessuna recriminazione per gli anni trascorsi nelle aule di giustizia a difendersi da un'accusa poi rivelatasi infondata: "ho letto le carte, mi sono documentato. Oggi si è realizzata in primo luogo una vittoria delle Istituzioni e, poi, anche quella degli imputati". Il legale di Mori, Basilio Milio, afferma che "la Suprema Corte, dichiarando inammissibile il ricorso, ha suggellato quelle che sono state le valutazioni espresse dai giudici di merito su queste vicende, condensate in due monumenti del diritto di circa 1800 pagine, le sentenze di primo e di secondo grado". La Corte aveva assolto con la formula perche' il fatto non costituisce reato. "Questa sentenza rappresenta anche la sconfitta di teorie e teoremi che necessariamente soccombono davanti ai fatti".(ANSA).

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