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Esteri

Il Regno Unito al voto in un Paese blindato

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Regno Unito sondaggio Aumentato il margine di vantaggio di May

Il Partito Conservatore della premier uscente Theresa May ha vinto le elezioni nel Regno Unito ma è una vittoria "zoppa". I Conservatori di Theresa May non avrebbero raggiunto infatti i 326 seggi, "numero magico" che permette di avere una maggioranza solida in Parlamento.

Il leader laburista Jeremy Corbyn ha votato per le elezioni politiche nel suo seggio di Holloway, nel nord di Londra.

Si attendono ora ulteriori sviluppi, ma non è assolutamente da escludere la possibilità che Theresa May non sia più il premier del Regno Unito e che anche se a governare dovessero essere i conservatori si preferisca scegliere un leader differente.

Parlamento che come si dice in gergo è ora "appeso" ("Hung") ossia senza alcun partito che ha la maggioranza per cui si dovrà tornare, come nel quinquennio 2010-2015, ad un governo di coalizione con una difficilissima alchimia. "Tutto ciò è sufficiente per lasciare il posto a un governo veramente rappresentativo". Si è votato dalle 7 locali alle 22 (le 23 in Italia) in 650 collegi uninominali, con misure di sicurezza rafforzate dopo i recenti attacchi terroristici. L'UKIP "festeggia" la leadership di Nigel Farage conquistando zero seggi.

BBC: 76 SEGGI IN BILICO CON CANDIDATI TESTA A TESTA - Benché gli exit poll diano i conservatori di Teheresa May primi ma con soli 314 seggi lontani dalla maggioranza assoluta di 326 deputati, ed i laburisti di Jeremy Corbyn a quota 266, i numeri alla fine dello spoglio potrebbero cambiare. Agli indipendentisti scozzesi vengono attribuiti 34 seggi contro i 56 del 2015, mentre i liberaldemocratici sarebbero felici, come scrive l'Independent, di ottenere i 14 seggi previsti dagli exit poll. Restano altri 22 seggi spartiti tra le formazioni Nordirlandesi e gallesi. L'epoca delle "terze vie" è finita perché non si trattava di una via ma di una scorciatoia che conduceva direttamente alla subalternità culturale rispetto alle ideologie dominanti del liberismo e della globalizzazione selvaggia. La tornata elettorale voluta dalla premier per garantire alla Gran Bretagna "un governo forte e stabile per cogliere il massimo delle opportunità che la Brexit offre alle famiglie" si è rivelata un passo falso che, quasi inevitabilmente, potrebbe costarle la poltrona, e forse la carriera.

- May avrebbe dovuto diffidare quanto ha indetto il voto con tre anni di anticipo ad aprile, dopo aver ripetuto a lungo che non l'avrebbe fatto. L'unico tabloid a schierarsi coi laburisti, come sua tradizione, è invece il Daily Mirror, che attacca la May col titolo: "Bugie, maledette bugie e Theresa May". Il disastro degli exit poll nel 2015 invita però alla calma prima di passare a conclusioni affrettate.

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