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Gran Bretagna al voto, sfida tra Theresa May e Jeremy Corbyn

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Gran Bretagna al voto, sfida tra Theresa May e Jeremy Corbyn

May ha compiuto alcuni passi falsi, ad esempio sulle politiche sociali (la premier si è vista costretta a rimangiarsi in parte l'annunciata "tassa sulla demenza senile") e il leader laburista Jeremy Corbin ha cominciato una rimonta che nei sondaggi ha fatto guadagnare punti al suo partito. E invece ha portato i conservatori a una bruciante debacle. Una frase che tutti gli osservatori in studio hanno interpretato come un benservito.

Infine, rivolto alla premier Theresa May, l'ha invitata a fare un passo indietro: "Theresa May ha perso sostegno, ha perso seggi e ha perso voti, io credo sia abbastanza perché se ne vada". A molti, più che un segno di forza è apparso un segno di debolezza. Nel Parlamento uscente, che è stato sciolto il 2 maggio, Theresa May aveva 331 seggi.

Fa discutere e molto la proposta choc di Theresa May il giorno prima delle elezioni in Gran Bretagna più incerte che mai: le accuse che le sono state lanciate in questi giorni per la scarsa attenzione dell'intelligence rispetto agli ultimi tre attentati avvenuti e alle varie reti jihadiste presenti in Regno Unito, la premier inglese ha replicato duramente. Ai lib dem andrebbero 14 seggi mentre al partito nazionalista scozzese soltanto 34 (ne aveva 56).

Le urne, aperte alle 7 (le 8 in Italia) si chiuderanno alle 22 locali. Se confermato il quadro degli exit poll, la formazione di Tim Farron sarà determinante per una coalizione di governo. "Dopo una campagna elettorale debole e poco convincente, per May la speranza di ottenere una super-maggioranza si è allontanata, e così anche la possibilità di mettere a tacere tutti i mal di pancia interni al suo partito".

Tuttavia May ha commesso qualche errore strategico di troppo e la sua campagna non ha convinto evidentemente a sufficienza gli indecisi, almeno a giudicare dai sondaggi, e non ha permesso ai conservatori di attirare i voti di quegli elettori di centro sinistra scontenti dell'approccio e delle idee del leader dei Laburisti Jeremy Corbyn. Le autorità hanno deciso di rafforzare la sicurezza ai seggi nel timore che qualcuno possa colpire ancora, anche giovedì, quando milioni di elettori saranno chiamati a decidere del futuro del Paese. Se tali stime si riveleranno corrette, il governo May imporrà la sua linea per una Hard Brexit, altrimenti potrebbe prevalere quella di una soft Brexit. Stavolta si dovranno accontentare di 32, secondo le proiezioni e i primi risultati, avendone persi diversi a vantaggio di Conservatori, Laburisti e Liberaldemocratici.

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